“Mi sento viva per miracolo”. Per fortuna, Rossana può raccontare la sua storia, un episodio avvenuto al passaggio a livello tra l’Aeroporto e Santo Spirito. Per colpa del semaforo rotto e del cicalino non in funzione, sostiene lei, l’insegnate barese è rimasta bloccata con la macchina tra le sbarre.

“Volevo godermi l’ora di pausa guardando il mare – racconta Rossana – e invece sono stata catapultata in un incubo. Mentre stavo attraversando il passaggio a livello si sono chiuse le sbarre. Presa dal panico ho fatto retromarcia, ma ho sbattuto contro la sbarra, poi ho cercato invano di liberarmi dalla cintura di sicurezza. Non vedendo arrivare il treno, passato lo shock, ho affiancato l’auto il più possibile alla sbarra. Una volta uscita dalla macchina è passato il convoglio che ha sfiorato la Smart”.

“Ho immediatamente chiamato il 112 per denunciare quanto mi è accaduto – continua -. Ero terrorizzata. Pensavo a mia figlia e al mio compagno e che non avrei mai voluto morire in questo modo. Nel frattempo avevo paura che colpendomi il treno potesse deragliare”.

Diversa la versione dell’ufficio stampa di Trenitalia: “Abbiamo sentito RFI – l’impresa pubblica partecipata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane che gestisce l’infrastruttura ferroviaria nazionale – il passaggio a livello funzionava regolarmente, forse la signora non si è accorta che la segnaletica era in funzione”.

“Probabilmente – prosegue la replica – è passata mentre le sbarre si stavano chiudendo. A quel punto si è trovata nella zona di ricovero, che è fatta apposta per casi di questo tipo, in cui qualcuno attraversa incautamente il passaggio a livello e per lo meno permette di salvarsi”.

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