Continue vessazioni, minacce e chiamate anonime. Il veterinario di Aaron, il bulldog francese scomparso da Turi alla fine di novembre, non ne può più. Sono tante le accuse che gli sono state rivolte su Facebook, ma nonostante tutto il professionista continua a difendere il suo operato e rompe il silenzio su quanto accaduto. “Aaron è stato rubato – dice il veterinario -. Lo dimostrano le tracce lasciate dal cane nel giardino della villa a Turi. In un primo momento erano ben visibili nel terreno bagnato, ma a un certo punto finiscono nel nulla. Lo hanno accertato anche le guardie zoofile, Carabinieri Forestali e alcuni addetti dell’Asl che sono venuti a controllare”.

Molti credono e hanno scritto che il bulldog sia stato venduto oppure morto e fatto sparire. “Sono 15 anni che svolgo questa professione – continua -, perché infangare il mio nome con un atto che mai e poi mai avrei fatto? Appartengo anche ad associazioni di volontariato che si occupano dell’adozione di animali. Tutto ciò di cui vengo accusato non appartiene alla mia etica”. “Mi rendo conto del valore affettivo di Aaron, ma non essendo un cucciolo di bulldog francese, il suo valore è minimo”.

Il veterinario, dopo aver denunciato il furto del cane, si è rivolto alla Polizia Postale per le accuse che in molti gli hanno rivolto sui social media. “La mia professionalità non deve essere messa in discussione. Spero che questa situazione si risolva perché non ne posso più. Ho persino contribuito alla ricompensa firmando un assegno alla famiglia”.

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