“Una volta siamo andati in istituto e abbiamo trovato nostro figlio con uno degli ausiliari autorizzati a portarlo nel bagno. Gli sventolava il pannolino pieno di pipì e gli diceva: alle 10 già te la sei fatta addosso. Lo faceva con un tono che ci ha mortificati”.

Da luglio del 2016 e fino a ieri, Enza e Dino hanno affidato all’istituto Sant’Agostino di Noicattaro i loro due figli. “Non siamo mai stati del tutto sereni – denunciano -. Capitava spesso che i bambini rientrassero a casa con lividi e ferite. Ci è sempre stato detto che era normale per via dei loro problemi”.

A non far stare tranquilli i due genitori era soprattutto la mancanza di informazioni e chiarimenti. “Tutte le volte che siamo andati a chiedere spiegazioni – denunciano – mai nessuno ha saputo spiegarci cosa fosse realmente successo”. La notizia appresa ieri da giornali e social network ha rimesso in discussione tutto, anche quella volta in cui il più grande dei fratelli è rientrato con l’occhio nero o quanto l’altro ha rimediato un taglio al sopracciglio dell’occhio destro e un segno evidente sotto il mento.

“Come si può vivere in questo modo? Mettetevi nei nostri panni – continuano Enza e Dino -. Dopo tre anni di peripezie nella scuola pubblica, risultata incapace di gestire i nostri figli, abbiamo pensato di rivolgerci al Sant’Agostino, ne parlavano bene”. C’è un episodio che più di tutti fa riflettere i genitori. “Dal momento dell’inserimento e fino a metà del 2017, fino al momento in cui a uno dei nostri figli è stata cambiata la classe, non c’era giorno che non succedesse qualcosa – spiegano -. La nuova maestra ci aggiornava tutte le settimane. Noi eravamo più tranquilli e gli episodi non si sono più ripetuti”.

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