Si sarebbe potuta salvare Angelica Schinco, la 60enne investita da un’auto domenica scorsa e morta ieri in seguito alle ferite riportate nello schianto? Probabilmente non esiste una risposta definitiva, ma la scomparsa della donna, travolta mentre attraversava sulle strisce pedonali viale Regina Margherita, a Gravina, ha sollevato un enorme polverone.

L’automobilista gravinese di 42 anni che l’ha travolta, ferendo anche il marito, secondo quanto siamo riusciti ad apprendere sarebbe stato trovato positivo sia alla droga che all’alcol. L’uomo rischia l’arresto per omicidio stradale. Sotto accusa, però, sono finiti soprattutto gli equipaggi del 118 giunti da Altamura e Poggiorsini con evidente ritardo rispetto all’orario dell’incidente. Ritardo dovuto dalla distanza, seppure i mezzi di soccorso si siano mossi in maniera tempestiva quando sono stati allertati. Secondo alcune indiscrezioni, che in queste ore trovano le prime conferme, pare che l’ambulanza medicalizzata di Gravina – quella più vicina al luogo dell’incidente – al momento dello schianto fosse impegnata nel trasferimento di un paziente infartuato dall’ospedale della Murgia al Miulli di Acquaviva.

Un trasferimento necessario data la gravità del paziente, perché all’ospedale Perinei manca ancora la sala di Emodinamica. Non sono bastate le veementi proteste di una popolazione esasperata e le testimonianze di residenti scampati per un soffio alla morte a convincere i vertici della sanità locale e regionale a colmare la pericolosa lacuna. Gli stessi burocrati che definiscono il Perinei un ospedale di eccellenza. Quell’ospedale non è neppure un trauma center, quindi sarebbe stato inopportuno trasferire alla Murgia la signora Schinco, di ritorno da una cena quanto è stata travolta appena fuori dal sottovia Regina Margherita. La donna ha perso coscienza dopo qualche minuto dall’impatto.

La vittima ha dovuto aspettare l’arrivo degli equipaggi di Altamura e Poggiorsini anche perché, nonostante la gravità dei traumi riportati e al contrario di quanto è stato fatto credere in queste settimane, l’elisoccorso è ancora una chimera in Puglia, con la sola eccezione della provincia di Foggia e di alcuni casi specifici. Si sarebbe potuta salvare Angelica Schinco? Nessuno potrà dirlo, neppure nel caso il contestato attraversamento pedonale fosse stato posizionato a distanza maggiore dal sottovia e le strisce fossero state più evidenti, magari fossero stati installati dei dissuasori.

Non si può prevedere il futuro, ma si deve essere pronti a fronteggiare qualunque emergenza, riducendo al minimo i tempi di intervento. L’assistenza sanitaria, evidentemente come un pezzo di legge, non è uguale per tutti.

 

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