“Sapevo che prima o poi sarebbe capitato, per questo mi ero già creato la mia via di fuga”. Ancora scosso da quanto gli è successo, Michele, il proprietario della stazione di servizio fra Sannicandro e Bitritto, racconta quanto è accaduto ieri sera.

“Mentre imboccavo la via per tornare a casa – spiega – mi sono visto arrivare una macchina scura a fari spenti che ha tentato di speronarmi. Il conducente, incappucciato, era solo in macchina, quindi ho dedotto che gli altri erano fuori in attesa che il colpo riuscisse”. Ma ciò non è accaduto perché il benzinaio, già pronto a questo tipo di assalti, ha sterzato e imboccato contro mano un tratto di provinciale e si è diretto alla stazione dei Carabinieri.

“Ormai – continua il benzinaio – sono condannato agli assalti, non bastano le rapine, i furti di gasolio dalle cisterne, adesso all’orario di chiusura ci aspettano per rubare l’incasso. Di certo, se mi avessero colto di sorpresa non avrebbero trovato chissà quanti soldi, visto che l’incasso provvedo a trasferirlo in altri momenti della giornata”.

“Sono 12 anni che ho deciso di aprire la mia attività e per 15 volte ho subito queste rapine. Non dormo più la notte per colpa dell’allarme che suona – conclude affranto Michele – e sono sempre in ansia per quello che potrebbe capitare. Questa non è vita. Vorrei mollare tutto ma a 55 anni cosa potrei fare? Sono condannato agli assalti”.

 

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