Fosse vero, saremmo di fronte a un caso di abuso di potere, da stigmatizzare e forse anche punire. Sull’accaduto ci sono arrivate diverse segnalazioni e una sola versione dei fatti, motivo per cui non abbiamo motivo di dubitare della buona fede di chi ci ha chiamato. Allo stesso tempo, pero, non spetta a noi accertare i fatti nè abbiamo la possibilità di farlo. L’auspicio è che sia fatta chiarezza.

Siamo in via Campione, a Bari, all’angolo con via de Gemmis. Un ragazzo sta attraversando sulle strisce pedonali, il semaforo è verde; nello stesso frangente sopraggiunge una macchina, poco ci manca che il pedone sia investito. Inizia il solito battibecco, caloroso e colorito come solo i baresi sanno fare. Normalmente la cosa finisce lì, stavolta no.

In auto ci sarebbe un poliziotto in borghese. Parte la telefonata ai colleghi che arrivano sul posto con una Pattuglia e portano via il ragazzo per accertamenti, accusato di ingiurie, immaginiamo oltraggio a Pubblico Ufficiale, e additato di essere passato col rosso, sebbene i presenti siano tutti d’accordo nel sostenere che invece il semaforo fosse verde per il pedone

“Lo hanno trattato come il peggiore dei delinquenti” raccontano i testimoni. Va da sé che le offese a un agente non ci stanno e non sono giustificabili, come pure non abbiamo nulla da eccepire ai colleghi, intervenuti in risposta alla richiesta di intervento.

Sicuramente sono volate parolacce tra i due, forse anche pesanti, in ogni caso resta difficile digerire il fatto che il poliziotto in borghese si sia trincerato dietro il suo status per porre fine alla diatriba in cui, a detta di alcuni presenti, aveva torto.

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