Le morti e i tumori tutti nella stessa palazzina, quella “maledetta” di via Archimede, sono state causate dalle sostanze tossiche emanati dai roghi della ex discarica di via Caldarola. È quanto emerge delle indagini della Procura di Bari, concluse con una richiesta di archiviazione perché è trascorso troppo tempo dai fatti.

Il caso del cosiddetto “Palazzo della morte” del quartiere Japigia era emerso grazie alla nostra inchiesta in cui abbiamo provato a far luce sulle morti continue in quell’immobile: decine di vittime, più altre persone che hanno avuto o hanno a che fare tutte con lo stesso male: il tumore. Dopo il nostro servizio alla vicenda si sono interessati in tanti, dalla politica alla magistratura, arrivando oggi a una verità che però non cancella il dolore dei residenti per le loro perdite.

Secondo la Procura, quello riscontrato è un quadro epidemiologico che “richiama quello riscontrato nelle aree della cosiddetta terra dei fuochi” in Campania. Stando alle indagini dei Carabinieri,  21 dei 27 decessi per neoplasie rare avvenuti a partire dalla metà degli anni Novanta “sarebbero attribuibili alla esposizione dei condomini ad una sicura fonte di inquinamento ambientale rappresentata da prodotti di combustione provenienti dall’area” dove venivano stoccati rifiuti.

La discarica, creata su suolo di proprietà del Comune di Bari e gestita dall’Amiu,  era stata dismessa nel 1971 e poi bonificata con la creazione della cosiddetta “collinetta ecologica”. La chiusura di determinata proprio a causa  dei continui incendi per autocombustione.

print

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here