Eravamo stati al 49 di via Adige, al quartiere Carrassi di Bari, il 20 settembre scorso. Alcuni residenti ci avevano segnalato Yuri, un barboncino che il padrone teneva chiuso nella sua ex pizzeria, con la porta d’ingresso oscurata dal alcuni pannelli e la saracinesca abbassata. Un locale utilizzato come magazzino di oggetti usati da rivendere.

Dopo la fase concitata, il padrone ci aveva fatto vedere il cane, aggressivo, ma in salute. Ci aveva anche promesso che lo avrebbe portato via da quel locane inadeguato. Siamo tornati da Donato perché abbiamo saputo che sabato scorso è stato vittima di una rapina nella pizzeria in cui stava lavorando. I malviventi, secondo quanto eravamo riusciti a sapere, avevano portato via anche le chiavi del locale in cui era custodito il cane.

Un animale al quale Donato ci disse di essere affezionatissimo. Dov’è Yuri? Con questa semplice domanda stamattina ci siamo ripresentati in via Adige. Unico obiettivo quello di scongiurare l’ipotesi che il barboncino potesse essere rimasto chiuso dietro quella saracinesca dal momento della rapina, essendo state rubate le chiavi.

La certezza per il momento sta nel fatto che non siamo riusciti a vedere Yuri. A differenza della prima volta, bussando alla serranda non lo abbiamo sentito abbaiare.  Dov’è Yuri? Una domanda legittima. Non giudichiamo la reazione del padrone, ma ne prendiamo atto. Così come non possiamo che documentare le minacce, anche particolarmente pesanti, rivolte alla troupe, aggredita anche fisicamente. “Vi taglio la testa”, “torno e vi sparo addosso”, tanto per citare un paio di minacce.

Prendiamo atto che Donato sta aiutando Pino e Benedetta, la coppia barese che vive nel camper scassato di fronte alla chiesa di San Sabino. Sottolineatura tuttavia fuori luogo essendo andati in via Tibaldi solo per constatare le condizioni di Yuri. Sul finire del pezzo, con le voci raccolte per strada, un residente ha detto di aver visto il cane ieri, vivo. Perché allora avere quella reazione? Ciò che vedrete nel video è la testimonianza di quanto successo.

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2 COMMENTI

  1. Non lo mettiamo in dubbio. Sarebbe bastato mostrare il cane o dire alla giornalista con garbo di tornare in un altro momento. Si prodigherà pure per gli altri, ma la reazione fa molto riflettere.

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