immagine di repertorio

Un anno e mezzo di abusi sessuali, costretta a vedere film porno con i suoi aguzzini, un 69enne barese e di un 45enne di Triggiano, oltre alle minacce, anche di morte, se avesse raccontato tutto, una serie violenze contro la 16enne, in maniera così sistematica e violenta da avere compromesso la sua integrità, con gravi ripercussioni sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Il 4 agosto dello scorso anno la fine dell’incubo, con l’arresto degli orchi di cui in questi giorni si sta celebrando il processo a Bari. Una storia terribile. I genitori della ragazzina hanno scritto una lettera, diffusa dal loro legale, l’avvocato Stefano Remine. Ecco cosa scrivono.

“Purtroppo per noi genitori colpiti da questo dramma è un’impresa riuscire ad avere momenti di svago, saper ridere e sorridere insieme alle nostre bambine. Un grazie dobbiamo dirlo a chi, in questa orribile vicenda, si è esposto a denunciare. Abbiamo instaurato con loro uno splendido rapporto e ricevuto completa vicinanza, uniti nel reclamare giustizia consacrata da condanne esemplari ai malati di pedofilia”.

“La pedofilia è insospettabile finché si viene scoperti e denunciati, ma quando l’insospettabile si rivela essere un amico che il giorno prima ti offriva una birra o un qualunque vicino conoscente che si rivela omertoso di fronte a tali reati, ti senti svuotato della tua esistenza intera. Vorremmo dire a coloro che eventualmente hanno avuto anche solo un sospetto che, non denunciando questi reati, sono diventati complici e hanno contribuito al dilagare degli abusi dando stimoli agli orchi. Chi omette non solo insegna ineducati e insani esempi agli stessi figli ma non capisce che questo orrore potrebbe capitare a chiunque”.

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