Un uomo e una donna si sono presentati a Palazzo di Città e hanno iniziato a urlare nei corridoi. La situazione è apparsa da subito molto seria, anche perché i due non sembrava avessero voglia di ascoltare le ragioni di Biagio Cistulli, assessore al Welfare del Comune di Adelfia.

La donna ha cercato di colpirlo e il rappresentate delle istituzioni ha tentato di fermare il colpo. La reazione è stata interpretata come un attacco e a quel punto l’assessore è stato preso a schiaffi e pugni. Botte e minacce prima di accusarlo di dare lavoro ai “negri” e non a due cittadini adelfiesi. La disavventura è proseguita il giorno dopo, quando altri due individui si sono presentati in Comune cercando Cistulli. Una volta trovato lo hanno chiuso nella stanza del Sindaco e minacciato di ritirare la denuncia che nel frattempo aveva regolarmente sporto.

La notizia non è stata diramata da fonti ufficiali e per questo siamo andati a Palazzo di Città, cogliendo di sorpresa l’assessore, che alla fine ci ha raccontato la sua versione dei fatti. Cercando di capire meglio la questione, sembra che l’uomo e la donna che si sono presentati da lui il primo giorno già fossero beneficiari di una misura regionale e quindi non nelle condizioni di estremo bisogno come altri cittadini impiegati nel Servizio Civile, fermo restando che in questo caso si tratta di una misura ministeriale.

Per quanto riguarda i cittadini di colore che si sono occupati di ripulire le strade del paese – iniziativa di cui vi avevamo dato conto – in realtà si tratta di un progetto realizzato in collaborazione con lo SPRAR di Adelfia a costo zero per la comunità. Cistulli non ha intenzione di mollare e ha rassicurato il Sindaco, Giuseppe Cosola, sulla volontà di portare a termine il proprio mandato.

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