Un dolore straziante, innaturale che mai nessun genitore dovrebbe provare. La morte di un figlio ti lacera e rende la vita inutile. Angela vive ormai una vita robotica incentrata su sua figlia piccola e per custodire la tomba di Jasmin, la ragazza che il 30 ottobre 2016 ha perso la vita dopo essere caduta dalla sella della moto con sui stava raggiungendo la festa per i suoi 17 anni. Lo spumante non l’ha stappato perché, per colpa del “incoscienza” di chi l’ha fatta cadere, Jasmin, gli anni, non li ha mai più compiuti.

Ed è proprio sulla tomba di Jasmin che Angela ha deciso di non tacere. “Sono due anni che mia figlia è stata strappata da questo mondo e aspettiamo ancora che venga fatta giustizia”. Lei non dà la colpa a chi l’ha investita ma al ragazzo che, secondo alcuni testimoni, ha impennato con la due ruote facendola cadere sulla strada.

“Sapevo fosse un bravo ragazzo – dice con la voce spezzata dal dolore – mi sono fidata di lui ma non dovevo. Dopo quello che è successo sono venuta a sapere che aveva fatto cadere un’altra ragazza e, nonostante tutto questo, lui continua a guidare la moto. Spero che i genitori della sua nuova ragazza sappiano cosa ha fatto a mia figlia”.

La famiglia Giordano ad aprile 2016 era tornata a vivere a Bari dopo che si erano trasferiti in Francia. “Lei amava l’Italia – aggiunge Angela – e per questo ci ha convinti a tornare in questo paese che invece la sta tradendo. Il processo è ancora fermo anche per colpa di quello che sta accadendo al tribunale penale di Bari. Per questo motivo non abbiamo ancora ricevuto risposte”.

In onore di Jasmin e di tutte le vittime della strada questa sera, al quartiere San Paolo, ci sarà una fiaccolata per ricordare tutti colori che sono strappati al mondo troppo presto.

 

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