Una serata apparentemente tranquilla, il gelato con gli amici, poi l’arrivo dei bulli, la provocazione e il pestaggio. Francesco ripercorre con amarezza quello che ricorda dell’aggressione avvenuta sabato scorso nel cuore della movida barese.

“Sono intervenuto per difendere mio cugino perché per me è come un fratello – racconta Francesco – Ho ricordi fino ad un certo punto perché poi sono svenuto. Purtroppo nessuno è intervenuto per aiutarci”.

“Non vogliamo vendetta – sottolinea la zia di Francesco – ma protezione. Nessuno dall’Amministrazione ha espresso solidarietà perché purtroppo siamo dei poveri cristi di cui non frega niente a nessuno. Non è possibile che i nostri ragazzi non possono uscire tranquilli la sera”.

E proprio sul tema della sicurezza punta il dito il consigliere comunale Giuseppe Carrieri che intanto ha portato le scuse del Comune di Bari: “Non è la prima volta che succede una cosa del genere. Dobbiamo tornare a presidiare il territorio: in particolare dobbiamo controllare il cuore della movida barese con presidi fissi delle forze dell’ordine”.

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2 COMMENTI

  1. Ma non avevano installato centinaia di telecamere per la città sicura? Non è che ora ci mettiamo tutti una telecamera GoPro addosso?

  2. Buongiorno,
    la GoPro? una compesazione per il pestaggio o una richiesta dell’amministrazione comunale a filmare i propri aguzzini e fornirne il video….sempre se:
    1 se ne esce vivi
    2 se la Gopro non viene sottratta
    3 se la batteria é carica
    4
    5
    6
    Mi piacerebbe una risposta in merito
    Grazie

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