Nelle fotografie allegate all’articolo è ripreso il punto esatto dove due sere fa intorno alle 22:30 un cittadino straniero, pare di origine bulgara, ha aggredito un bambino di 11 anni diretto insieme alla mamma a casa di uno zio.

Ed è proprio lo zio che abbiamo raggiunto personalmente per farci raccontare la versione del presunto rapimento che sta terrorizzando il quartiere San Paolo di Bari. “L’uomo, arrivava in direzione del mercato coperto – racconta lo zio del piccolo – era scalzo e senza maglietta che portava in testa come fosse una bandana. Prima di raggiungere l’auto di mia nipote e sue figlio, aveva importunato alcune ragazze, ma la presenza di alcuni giovani lo aveva indotto a desistere. A quel punto è corso in direzione della macchina parcheggiata con il muso di fronte al Tabacchi e una vota raggiunto il bambino lo ha strattonato e afferrato per il collo”.

È in questo momento che lo zio alza il tono della voce e rivive quanto accaduto. “Due passanti, che avevano assistito all’aggressione – incalza il parente – hanno chiesto alla mamma se fosse un loro conoscente. Mia nipote agitata ha citofonato a casa e ho aperto il portone instintavemente. Il bambino nel frattempo era riuscito a divincolarsi e aveva tentato di raggiungere il portone quando è stato nuovamente bloccato dall’individuo”.

È allora che si è scatenato l’inferno e che, forse, il cittadino bulgaro ha capito di essere finito nel posto sbagliato al momento sbagliato. I due passanti, infatti, hanno iniziato a prenderlo a calci e pugni anche in pieno volto mentre la donna e il bambino riuscivano a mettersi in salvo.

“Appena sentite le urla di mia nipote – continua – mi sono precipitato per strada per capire cosa stesse accadendo. Non fosse intervenuta mia moglie probabilmente avrei compiuto una sciocchezza avendo realizzato cosa fosse successo. L’individuo nonostante fosse mal concio, ha proseguito per via Ferrara raggiungendo via Veneto e l’ho perso di vista”.

La seconda parte della storia inizia adesso. Convinto di essere rincorso il presunto rapitore tenta di trovare riparo all’interno di una recinzione ma resta impigliato e viene così raggiunto da alcuni residenti della zona. Uno di questi vedendolo mal ridotto e ricoperto di sangue ha cercato di sapere cosa fosse successo. Compreso quanto stesse accadendo, si è scagliato contro l’uomo che è stato nuovamente picchiato. Ciò che succede dopo è immortalato nel video che sta facendo il giro della rete in cui si vede distintamente l’uomo in condizioni pietose soccorso da un equipaggio del 118 alla presenza di alcuni agenti della Polizia di Stato.

 

Proprio mentre incontriamo lo zio, una donna con un bambino al seguito ci sfilano davanti. Scopriamo che sono la mamma e il figlio 11enne vittime dell’aggressione appena rientrati dalla stazione dei Carabinieri per sporgere regolare denuncia sull’accaduto. La donna avrebbe identificato l’uomo ripreso nel video come quello che l’ha aggredita due giorni fa.

Saranno i Carabinieri a fare piena luce sulla vicenda considerato il fatto che le telecamere del Tabaccaio non avrebbero ripreso la scena, non sappiamo se si è trattato di un tentativo di rapimento, resta tuttavia un episodio di sconcertante gravita tanto da convincere i residenti a chiedere una più efficace tutela del territorio. Abbiamo sentito la necessità di metterci sulle tracce della famiglia per tentare di contribuire alla spiegazione dell’accaduto in attesa della conclusione delle indagini.

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2 COMMENTI

  1. È un fatto di straordinaria gravità e non solo per quanto compiuto dal “rumeno” quanto per la reazione selvaggia, da far west della gente. Ecco dove porta l”esasperazione, a farsi giustizia da sé. Se l’avessero ucciso sarebbero stati giustamente incriminato per omicidio. Nei paesi civili i rei vengono bloccati e affidati alla Polizia. Ma a occhio mi pare che i giustizieri con la Polizia non vogliono averci a che fare per altri personali motivi.

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