La Cooperativa Ariete sarà parte civile nel processo sulle presunte infiltrazioni mafiose del clan Cariati nel Porto di Bari. Ad annunciarlo è lo stesso presidente, Angelo Disabato: la Cooperativa, che gestisce alcuni servizi all’interno dello scalo barese, è stata ritenuta parte lesa dalla Procura barese all’interno della vicenda, perché totalmente all’oscuro di ciò che avveniva.

Nell’inchiesta, coordinata dal pm Isabella Ginefra, si contestavano i reati di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dall’uso delle armi e porto e detenzione di armi si aggiunge anche il reato per truffa. Dalle indagini è emersa dunque l’estraneità della Cooperativa. Il Clan Capriati, grazie ad alcune persone di fiducia, avrebbe messo le mani sul porto barese.

Nel fascicolo erano finiti a vario titolo i nomi di una dozzina di dipendenti tra la Cooperativa Ariete e la Porti Levante Security. Solo in tre sono risultati effettivamente indagati e sono stati sospesi e licenziati: secondo le indagini degli investigatori i lavoratori, durante i turni di servizio, si sarebbero dedicati a tutt’altre mansioni, in alcuni casi era per affari personali ma il più delle volte pare che si trattasse di incarichi da sbrigare per conto del clan.

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