Nuovi guai per la Cooperativa Ariete. La società di servizi, già finita agli onori della cronaca per l’inchiesta sulla gestione del porto di Bari, torna sotto i riflettori per il coinvolgimento nella maxi inchiesta della procura di Matera su concorsi e forniture della Asl lucana che ha portato agli arresti tra gli altri del Direttore Generale della Asl Bari, Vito Montanaro e del presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella.

Nelle carte dei magistrati lucani, infatti, compaiono tra gli indagati nomi dei vertici della cooperativa: dal presidente Pasquale Campanile, all’amministratore di fatto della società ed ex consigliere regionale Angelo Disabato, fino ad arrivare al referente di zona Vito Manzari e al coordinatore del personale impiegato Michele Casella.

Nel mirino degli investigatori è finito in particolare il contratto stipulato fra il Comune di Potenza e la Cooperativa Ariete della durata complessiva di sette anni (dal 2007 al 2014) per l’affidamento dei servizi di pulizia giornaliera e periodica di strutture e locali oltre alla pulizia e sorveglianza di impianti sportivi e bagni pubblici. Una parte di queste mansioni sono poi state affidate in regime di subappalto alla General Service di Potenza, coinvolta ugualmente nell’inchiesta.

Secondo gli investigatori, i vertici delle due società, in concorso con un funzionario del Comune di Potenza, “si sono procurati un ingiusto profitto con artifici e raggiri consistiti nell’aver rendicontato al Comune di Potenza prestazioni o servizi di fatto mai espletati o espletati solo in parte”. Nelle carte, oltre ai nomi e cognomi, ci sono anche le cifre: “un totale di oltre 400mila euro, in particolare 362mila euro in favore della Cooperativa Ariete e 127mila in favore della General Service”.

“In particolare – si legge sempre nelle carte della Procura – le società si avvalevano artatamente di un meccanismo compensativo fra le ore non lavorate dalla Cooperativa Ariete e le ore impiegate per lavori extracanone. Un meccanismo per altro estraneo al contratto di appalto che prevedeva soltanto la possibilità di modificare le prestazioni indicate in contratto con susseguente rimodulazione proporzionale del canone”.

I lavori venivano “predisposti e forniti ad hoc dal referente di zona, Vito Manzari mediante due distinti prospetti di rendicontazione che, firmati del dirigente comunale, venivano fittiziamente attestati a favore della soc. coop. Ariete con una fraudolenta sovrastima dei lavori extracanone realmente svolti ed una altrettanto fraudolenta dissimulazione di consistenti ammanchi di ore di custodia e di ore di pulizia”.

Tante le strutture affidate alla gestione della Cooperativa Ariete o alla General Service tra palestre, centri sportivi, campi da calcio e piscine e per ognuna di questa gli inquirenti fanno un conteggio preciso delle ore di ammanco. Tra i casi più ecclatanti: “la Palestra Caiazzo 2813 ore; Piscina e Palestre di Parco Montereale 198 ore; Palestra Vite Lepore 1002 ore; Palestra Bramante 1410 ore di ammanco; Palestra Sinisgalli 1977 ore; Campo di calcio FIGC 897 ore; Campo Sportivo Macchia Giocoli 4602 ore; Palestra di Vía Tirreno e Palestra di Via Sicilia (Palazzetto dello Sport CONI) 683 ore”.

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