Clamoroso a Bari, dove una donna è stata minacciata con un coltello dal cittadino straniero che le avrebbe occupato abusivamente l’abitazione in via Crispi, al quartiere Libertà. L’incredibile vicenda accade ieri pomeriggio, intorno alle 15. La donna, allertata telefonicamente da un condomino, passa dall’abitazione perché all’interno ci sarebbe stata la luce accesa, oltre che una strana puzza.

Una volta dentro, avendo aperto la porta con le chiavi, un uomo le si fa incontro minaccioso. La invita ad uscire, ma la resistenza convince il cittadino pakistano ad impugnare un coltello per essere più convincente. A quel punto la proprietaria, seppure la casa è intestata al figlio minore, inizia ad urlare e scappa per strada.

In quel momento arriva una pattuglia della Polizia Locale, che autorizza a cambiare la serratura. Le fasi sono concitate. La donna sporge denuncia, ma accade un cosa che sa di beffa. Uno dei doppioni delle nuove chiavi viene lasciato agli occupanti, in attesa della decisione del magistrato. L’ipotesi è che il vecchio affittuario, anche lui pakistano, possa aver fatto un doppione delle chiavi, consegnate poi a queste persone.

La situazione ha dell’incredibile e avviene proprio mentre un paio di palazzi del quartiere venivano passati al setaccio in cerca di inquilini irregolari. Staremo a vedere, soprattutto perché qualcuno ha un sospetto: la presenza di un’organizzazione specializzata nell’agevolare questo genere di occupazioni, mandando in avanscoperta il cosiddetto “bravo ragazzo” a stipulare il primo contratto regolare. Uno degli elementi inquietanti, infatti, è rappresentato dalla presenza di un ulteriore contratto, i cui passaggi e la cui firma sono stati disconosciuti dalla donna.

LA DENUNCIA COMPLETA – Verso le ore 15 circa di quest’oggi mi sono recata in via Crispi XXX presso l’immobile di proprietà di mio figlio minore XXX. Tale sopralluogo era motivato dal bisogno spinto da alcuni condomini che mi evidenziavano per contatto telefonico precedente, che vi era luce accesa e puzza. Pertanto dopo le mie ferie, alle 15 mi sono recata sul posto anche per prendere la posta.

Allorquando nell’aprire con le chiavi in mio possesso la porta ed essendo entrata regolarmente, sopraggiungeva dall’interno dell’appartamento e dopo qualche secondo, una persona a me sconosciuta, dapprima sdraiata su un letto, che avvicinandosi minacciosamente, mi faceva capire gesticolando con la mano cosa volessi, urlando in una lingua a me sconosciuta frasi non comprensibili, spintonandomi verso l’uscita. Non riuscendo a farmi indietreggiare, in quanto mi mantenevo sugli stipiti della porta d’accesso, utilizzava un coltello che dirigeva verso il petto, sfiorando il bicipite sinistro.

Impaurita ed intimorita iniziavo ad urlare chiedendo aiuto e scappavo verso la strada, essendo l’appartamento al piano terra. Ho chiamato telefonicamente il 112 e in quel momento notavo sopraggiungere due agenti della Polizia Locale ed il mio compagno XXX che era nelle vicinanze in macchina. Gli agenti si fermavano immediatamente in mio soccorso e tempestivamente entravano nell’appartamento nel momento in cui riferivo loro di essere stata aggredita con un coltello all’interno del predetto appartamento, dopo di che intervenivano altre pattuglie.

Dopo qualche minuto è sopraggiunto un altro pakistano con delle buste che entrava nell’appartamento, con un viso provocatorio facendo gesti con la mano di accomodarmi all’interno del mio appartamento. Posso produrre a mio favore la testimonianza del mio compagno XXX, non ché il fabbro, signor XXX che è stato autorizzato dai vigili urbani, sulla base della mia richiesta, alla sostituzione della serratura di apertura le cui chiavi non sono ancora in mio possesso.

In tale circostanza uno dei pakistani, in lingua inglese, diceva che avrebbe buttato giù la porta e mi faceva il segno della “pistola”. Altresì posso produrre testimonianza del signor XXX che abita nel condominio e mi ha contattato telefonicamente. Invece denuncio una signora che in tali frangenti discendeva da un piano superiore del medesimo stabile riferendo le testuali parole: “Ero presente alla stipula del contratto con questi ragazzi” e chiamandomi puttana benché io riferissi alla stessa di non conoscere né lei né quei ragazzi. A quel punto la signora veniva allontanata in quanto sarebbe stata successivamente ascoltata e, in tale frangente, riferiva che era falso quanto prima detto e che mi avrebbe malmenata. Pertanto la denuncio per falso e calunnia.

Sospetto che il pakistano che aveva in fitto il predetto appartamento prima di lasciarlo a maggio, abbia fatto fare un doppione della chiave in quanto, all’atto di lasciare l’appartamento, mi restituiva le chiavi. Non sono al corrente di chi sia l’intestatario delle utenze. Mi riservo di produrre il contratto di locazione stipulato con il vecchio conduttore. Disconosco la presenza di contratti stipulati con le persone all’interno dell’appartamento, nonché disconosco le scritture in colore rosso, nonché la firma apposte sul contratto di locazione che mi viene posto in visione e tutto ciò che è contenuto all’interno.

Preciso che all’interno dell’appartamento avevo depositato un armadio che quest’oggi non ho visto. Denuncio pertanto la violenza fisica e verbale subita, per minacce e diffamazione, per il furto dell’armadio e appropriazione indebita dell’immobile. Ritengo che ci sia un’organizzazione che favorisca tali appropriazioni di immobili. Mi riservo di depositare questa denuncia al Giudice dei Minori, dichiarando sin d’ora di essere informata in merito all’eventuale archiviazione”.

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