“Nel Medio Oriente ci sono le radici delle nostre anime”. Così papa Francesco nel momento di preghiera e riflessione per la pace in quelle regioni tanto martoriate. Il Santo Padre è arrivato in largo Giannella intorno alle 9 dopo aver percorso l’intero lungomare sul pulmino scoperto insieme ai Patriarchi e ai capi delle chiese del Medio Oriente.

Lunghi applausi hanno accompagnato la discesa dal mezzo di papa Francesco che ha salutato i fedeli e le delegazioni religiose presenti prima di salire sul palco allestito sul lungomare. Il Pontefice ha usato parole molte dure per descrivere la situazione in Medio Oriente invitando tutti a pregare col motto “Su di te sia la pace”.

“Siamo giunti pellegrini a Bari – ha esordito il Santo Padre – finestra spalancata sul vicino Oriente, portando nel cuore le nostre Chiese, i popoli e le molte persone che vivono situazioni di grande sofferenza. A loro diciamo: vi siamo vicini”.

“Il Medio Oriente – ha detto papa Francesco – è crocevia di civiltà e culla delle grandi
religioni monoteistiche. Lì è venuto a visitarci il Signore, lì sono sgorgate le fresche sorgenti della spiritualità e del monachesimo, lì si conservano riti antichi unici e ricchezze inestimabili dell’arte sacra e della teologia. Lì ci sono le radici delle nostre stesse anime”.

“Ma su questa splendida regione – ammonisce il Pontefice – si è addensata, specialmente negli ultimi anni, una fitta coltre di tenebre: guerra, violenza e distruzione, occupazioni e forme di fondamentalismo, migrazioni forzate e abbandono, il tutto nel silenzio di tanti e con la complicità di molti. Il Medio Oriente è divenuto terra di gente che lascia la propria terra”.

“L’indifferenza uccide – ha esclamato il Santo Padre nel suo discorso – noi dobbiamo essere la voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza. Dobbiamo dare voce a chi non ha voce, perché in quelle regioni martoriate da guerre e occupazioni, migliaia di persone sono costrette ad abbandonare la propria terra. Oggi il Medio Oriente piange, soffre e tace”.

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