“Chi cerca, trova” dice un saggio detto popolare, ma quando si cerca un lavoro e si trova un molestatore pronto ad offrire 50 euro a prestazione, di saggio c’è ben poco. Chiameremo i protagonisti di questa storia Marta e Nicola, nomi di fantasia in un racconto ambientato a Bari che, sfortunatamente, di fantasioso ha ben poco.

Marta ha 35 anni e cerca lavoro, così pensa di inserire un annuncio online su uno dei tanti portali che giovani e meno giovani utilizzano per trovare un’occupazione. Lei che la sera fa la cameriera, vorrebbe impegnare il suo tempo libero come collaboratrice domestica. “Affidabile e seria. Contattatemi solo se realmente interessati” così conclude il suo messaggio.

Sul reale interesse che queste parole hanno suscitato nel nostro Nicola, un uomo di ben cinquant’anni, non vi è alcun dubbio. Ne sono testimonianza i messaggi che i due si sono scambiati successivamente. Così come chiarissima appare la reale natura di quell’interesse, che di lavorativo ha ben poco. Succede infatti che Marta riceve una chiamata in privato sul suo cellulare, non risponde, ma risale al numero. Decide quindi di richiamare su whatsapp per capire meglio l’interesse nei confronti del suo annuncio.

Da un probabile datore di lavoro, in questo caso una donna/uomo di casa che chiede aiuto per le faccende domestiche, ci si aspetterebbero domande relative all’esperienza nel settore, flessibilità d’orari, capacità acquisite o possibili tariffe orarie. Argomenti che sembrano del tutto insignificanti per Nicola, più interessato a conoscere la vita sentimentale della donna e ad offrire la sua allettante proposta, senza mezzi termini: 50 euro in cambio di un rapporto sessuale. Un’occupazione redditizia che poteva farle guadagnare ben 200 euro a settimana in soli 4 incontri.

Marta, che in un primo momento aveva sperato si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto, capisce che la persona che le scrive non ha alcuna intenzione di offrirle un lavoro, nonostante lei, in quelle conversazioni, si fosse spacciata per una 17enne. Con decine tra messaggi e telefonate ricevuti e un appuntamento fissato dall’uomo, a cui non si presenterà mai, Marta si reca in commissariato e denuncia l’accaduto.

La storia si sarebbe conclusa così se il molestatore, dopo la denuncia e l’invito di Marta a non essere ricontattata, non ci fosse ricascato. Due mesi dopo il primo annuncio, Marta ne posta uno nuovo e subito riceve un messaggio dal noto numero. La mansione proposta questa volta è quella di massaggiatrice, pronta a svolgere prestazioni integrali, si intende. Così, dopo alcuni viscidi complimenti e qualche rassicurazione sulla riservatezza della donna, Nicola è pronto a fissare un nuovo appuntamento, anche questa volta con una ragazza di quasi 18 anni.

In questa storia, Marta fortunatamente ha più di 30 anni, è lucida e razionale, ma nella trappola dell’orco potrebbero cadere molte ragazzine in difficoltà. Piccole donne tanto fragili quanto plagiabili che potrebbero ritrovarsi, loro malgrado, in un incubo terribile, tra le sporche lenzuola di un uomo senza scrupoli.

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