“Chiedo scusa per quello che è successo, però pure lui si deve scusare con me, non si dicono certe cose”. Fabrizio, venditore abusivo di frutta e verdura, è quello che tre settimane fa ha aggredito l’attivista Dino Rizzi mentre filmava col telefonino i rifiuti lasciati in via de Ribera, al San Paolo, proprio dagli ambulanti molti dei quali senza licenza. Qualche parola di troppo ed è successo il parapiglia.

Chiarito l’episodio, Fabrizio racconta la sua storia: “Ho avuto qualche problema con la giustizia, sono pregiudicato, e per questo non posso avere la licenza, me lo hanno detto chiaro chiaro”.

Il problema è sempre quello del maledetto lavoro, che in questa città manca forse più che altrove: “Io le vorrei pure pagare le tasse – spiega – ma porto a casa 20 euro al giorno, 10 se ne vanno per mettere la benzina al treruote, con gli altri 10 faccio mangiare mia moglie e due figli. Più di questo non posso fare”.

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2 COMMENTI

  1. persone che andrebbero riformate da capo a piede , vivono in un mondo loro , distaccate dall epoca in cui viviamo, cosa possono capire del bene o del male

  2. Non ho capito cosa c’entrano le sue difficoltà familiari con il lasciare l’immondizia per terra e aggredire col crick il primo che capita o gli fa osservare qualcosa. Mi sa tanto di piagnisteo autoassolutorio. E poi in questi casi c’è sempre qualcuno che li “provoca” questi angioletti tutto lavoro e famiglia. Poteva fare male a Rizzi, senza motivo, ma questo sembra un particolare. Mai invadere i loro territori.

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