In tanti anni di professione giornalistica, quello della rapina al distributore di benzina è un appuntamento fisso, specie in tempi di magra e magrissima. Quando la gente ha fame e non sa dove andare a sbattere la testa per sbarcare il lunario, quella della delinquenza è una via preimpostata sul navigatore della vita, o almeno di certe vite. La storia in cui ci siamo imbattuti oggi, però, ha qualcosa fuori dal comune.

Destinazione Matera per un servizio, partiti come al solito in ritardo per le mille cose da fare tutte insieme, percorriamo la ss96 quando, col serbatoio quasi vuoto e ormai pochissimi chilometri di autonomia, il computer di bordo della macchina ci implora di fare rifornimento, mentre noi chiediamo gentilmente a tutti i santi del Paradiso di non lasciarci sotto al sole in mezzo al nulla tra Toritto e Altamura.

Appena superato l’incrocio per Mellitto, le nostre richieste si materializzano nell’insegna blu e arancio della IP. Entrati nel piazzale della stazione di servizio, capiamo subito che qualcosa non quadra. Il nastro banco e rosso intorno alla colonnina del self service non fa presagire nulla di buono: “Fuori servizio per rapina”. Il cartello attaccato alla buona con lo scotch conferma i sospetti. Un po’ demoralizzati, ma ancora fiduciosi, ci spostiamo alla colonnina del servito. Niente da fare anche qui.

Riprendendo a bestemmiare, ora sì, guardiamo con più attenzione la struttura del bar. Porta d’ingresso e vetrate sono rattoppate con pannelli di fortuna, segno che qui è successo qualcosa. Decisi a sapere di più, scendiamo dall’auto ed entriamo nel bar. Dietro al bancone, un ragazzo di circa 40 anni. Ci chiede di non essere ripreso, ma si lascia andare a qualche confidenza.

Quell’impianto, pompe e punto di ristoro, lo gestisce da oltre 20 vent’anni, da quando cioè ha finito la scuola. Tutti i giorni tutto il giorno, praticamente è la sua vita. In tanto tempo, di cose ne ha viste parecchie, belle e brutte, ma gli ultimi giorni lo hanno decisamente provato.

Nella notte tra venerdì e sabato scorso, i soliti ignoti a volto coperto hanno portato via il denaro dalle colonnine con la tecnica del biadesivo. Una specie di pesca miracolosa, che però ha messo fuori uso le pompe, con tanti saluti ai soldi guadagnati e a quelli persi per il disservizio.

Appena 24 ore prima, perché il destino si accanisce certe volte, una Bmw di grossa cilindrata, con a bordo quattro persone, ha sfondato in retromarcia la porta del bar, mandando tutto all’aria e provocando ingenti danni. I gentiluomini se ne sono andati con i soldi della cassa, qualcosa da mangiare e diverse bottiglie di alcolici, alcune delle quali, chissà perché, sfasciate per terra.

A fatica, il nostro amico si sta rimettendo in piedi. Sconsolato ci confessa il suo presagio, maturato in anni e anni di esperienza: questi non saranno gli ultimi colpi della che l’attività dovrà subire.

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