Annino Gargano, a capo della Squadra Mobile di Bari dal gennaio 2017, è stato promosso Dirigente Superiore, ovvero Questore. Non è ancora chiaro quale sarà la sua destinazione, a lui stesso sarà comunicata solo nei prossimi giorni: “Non posso che esprimere commenti a caldo perché sono stato travolto dallo tsunami della notizia”.

“Questa promozione rappresenta il coronamento di anni di lavoro in prima linea nella Squadra Mobile e Giudiziaria – ha aggiunto Gargano – ma allo stesso tempo mi rattrista l’idea di abbandonare Bari. Spero che un giorno diventerà la città di elezione della mia famiglia” .

A distanza di un anno e tre mesi dal suo arrivo nel Capoluogo, il 53enne originario di Amalfi, ma barese d’adozione, si trova a raccogliere il frutto di innumerevoli sacrifici che, afferma con orgoglio, non sono di certo terminati perché “gli esami non finiscono mai”.

Questa nuova fase professionale lo allontanerà suo malgrado dal territorio pugliese, di cui è divenuto ottimo conoscitore, svolgendo un’azione capillare contro la criminalità diffusa, organizzata e straniera. Un esempio tra tanti, il caso di Bitonto che lo ha visto impegnato nelle indagini riguardanti l’omicidio Tarantino.

“La preparazione teorica non può essere disgiunta dall’impegno pratico nelle attività lavorative” ha affermato il neo Dirigente Superiore che vanta nel proprio curriculum un fervido interesse per l’ambito accademico: “La formazione resterebbe monca se disdegnasse uno dei due aspetti”.

Gargano è stato infatti docente di tecniche investigative, oltre che di nozioni di diritto e procedura penale, presso le Scuole Allievi Agenti della Polizia di Stato di Brescia, Reggio Emilia e Piacenza ed è docente presso la Scuola Internazionale di Alta Formazione di Caserta. Non di minor rilievo il contributo svolto per la Scuola Superiore di Polizia di Roma e l’Università degli Studi di Lecce e Genova.

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