A Bari era in corso una guerra tra clan per il controllo del Libertà. È uno dei fatti salienti emersi nell’operazione di Polizia che ha portato all’arresto di 25 persone, personaggi di spicco e gregari, affiliati ai clan rivali Mercante e Strisciuglio.

Le indagini hanno permesso di accertare il clima omertoso che si respira tra le vie del quartiere. Nessuno dei commerciati taglieggiati, per esempio, ha collaborato con le Forze dell’Ordine. C’era persino chi era costretto a pagare fino a 2mila euro di pizzo al mese. Una condizione sfavorevole per chiunque avesse avuto voglia di aprire un’attività economica nelle zone controllate dalla malavita.

Ci sono stati commercianti costretti a rivolgersi agli usurai pur di far fronte al pagamento del pizzo. Dalle indagini viene fuori che se un esercente aveva ceduto al pagamento della tangente a un clan, allo stesso modo l’altra famiglia criminale si sentiva in dovere di battere cassa.

Uno degli aspetti più inquietanti, poi, riguarda i furti delle auto ai dipendenti del Policlinico. Una prassi consolidata al punto che le vittime da tempo avevano deciso di rivolgersi ai clan e non alle Forze dell’Ordine per riavere i mezzi rubati. Restituzione che avveniva attraverso il pagamento di una somma variabile, il cosiddetto cavallo di ritorno. Un medico, per esempio, si sarebbe rivolto direttamente a esponenti del clan Mercante pur di rientrare in possesso della sua moto senza dover pagare il riscatto.

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