Essere leali non è sempre la cosa giusta da fare. Soprattutto se si lavora all’Asl di Bari. Ciò che è successo a una dipendente dell’azienda sanitaria è al quanto increscioso e fuori dal normale. A raccontarci quanto è successo ci ha pensato il segretario provinciale dell’Usppi, Giuseppe Cascarano, pronto a qualsiasi cosa pur di trovare una soluzione per questa giovane mamma.

“La signora, con a carico una bambina di 9 mesi, – racconta Casacarano – usufruisce dei congedi parentali, per questo motivo le viene trattenuto il 30% dello stipendio. Nel mese di gennaio però l’azienda ha sbagliato e le ha dato l’intero stipendio. Dopo che la dipendente lo ha fatto notare, è stata informata che nel mese di maggio, periodo in cui sarebbe tornata al tempo pieno, le avrebbero detratto i soldi in più ricevuti all’inizio dell’anno”.

“Fin qui niente di strano. L’arcano è avvenuto nel mese di febbraio – continua -, dove la signora in busta paga non ha trovato alcuno stipendio. I soldi le sono stati levati tutti, senza nemmeno essere avvisata. Ho parlato personalmente con il direttore dell’A.G.R.U Asl di Bari, Rodolfo Minervini, che ha avuto il coraggio di dire che mancano solo due settimane alla busta paga di marzo e che quindi la dipendente riuscirà a tirare fino a fine mese”

“Ho cercato in tutti i modi di farle avere un bonifico extra – conclude il segretario provinciale dell’Usppi – , previsto in questi casi, ma non c’è stato niente da fare. Per questo motivo siamo disposti a incatenarci ai cancelli dell’Asl per ottenere ciò che le spetta di diritto”.

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1 COMMENTO

  1. Che assurdità, incatenarsi per un errore di UNA busta paga, a pensare che c’è gente che un foglio come quello non l’ha mai visto e non sa cosa è uno stipendio mensile.
    Una domanda sorge spontanea,
    Alla signora del 30 % ricevuto in più lo scorso mese non gli è rimasto nulla?

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