Ne abbiamo parlato decine di volte, ma nonostante i chiarimenti della Polizia Locale la misura degli automobilisti è colma. Un paio di loro, che nella vita fanno gli avvocati, stanno pensando di passare dalle bestemmie al volante alla denuncia. La volontà nasce in seguito al posizionamento odierno del celeberrimo autovelox sulla circonvallazione di Sannicandro di Bari.

L’auto con gli uomini della Polizia Locale nascosta nel solito anfratto e l’autovelox ben coperto dietro la folta chioma di un ulivo. In virtù di quanto successo lo scorso 31 gennaio, quando un’automobilista si schiantò contro il mezzo di servizio e l’autovelox sistemato nella piazzola di sosta, la collocazione dell’attrezzatura immortalato in questi scatti lascia senza parole.

È vero, il cartello con la segnalazione non può stare sulla banchina. È anche vero che il ciglio della strada tende a inclinarsi, ma l’autovelox messo in quel modo non è proprio concepibile. Accertato che la folta chioma dell’ulivo è di proprietà di un privato, come del resto tutto l’albero, per motivi di sicurezza si potrà pure espropriare un ramo o chiedere la cortesia di tagliarlo, se proprio l’autovelox non può essere collocato in maniera meno pericolosa.

Le multe elevate in questo modo sono da criminali, c’è poco da fare, ma soprattutto è inconcepibile che lo sappiano tutti, ma nessuno intervenga. Il limite di velocità su quel tratto di strada, dove in passato è morta più di una persona, è di 60

 

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