Quattro giorni fa eravamo andati al cimitero monumentale di Bari per verificare una segnalazione, constatando che la porta del locale dove vengono depositati i resti in zinco di esumazioni ed estumulazioni era aperta. Qualcuno, nel tentativo di mettere dentro più materiale rispetto a quanto ne avrebbe potuto contenere quello stanzino, l’aveva scardinata

Siamo tornati nel camposanto ieri per accertare che fosse stato tutto ripristinato, scoprendo una consuetudine che andrebbe rivista. Quella porta, così come il cancello del deposito più grande, dove vengono accatastate anche le bare e i contenitori con i rifiuti speciali, vengono lasciati aperti dalle 8.30 alle 12. “Per comodità” ci conferma uno degli addetti. Non tutti hanno le chiavi e quindi durante l’orario di lavoro ognuno entra ed esce a seconda delle esigenze.

Tutto normale, se quei depositi fossero situati in un’area inaccessibile del cimitero. Così come chiunque altro, anche noi abbiamo raggiunto i depositi semplicemente, entrando dall’ingresso nella zona dell’obitorio, con il cancello pedonale sempre aperto. Avremmo potuto raggiungere i rifiuti, a ridosso del campo 16, anche entrando da qualsiasi altra parte. La porta era accostata, ma non chiusa a chiave. Tutti hanno quindi la possibilità di aprirla. Non abbiamo fatto niente per nascondere la nostra presenza, del resto sulla porta è sistemata una telecamera.

Abbiamo così volutamente attirato l’attenzione degli addetti cimiteriali, che ci hanno confermato come la porta e il cancello non vengano chiusi a chiave durante le ore lavorative. Al gruppo, però, senza averne alcun titolo, si è unito da subito anche un noto impresario funebre barese. L’uomo, forse per dimostrare solidarietà agli addetti del camposanto, ha tirato fuori il campionario delle possibili minacce: “Se insiti a voler avere ragione di sfondo la testa”, “Te lo do uno” e via così.

Il direttore della necropoli ha chiamato una squadra di graduati della Polizia Locale, che prontamente hanno raggiunto il luogo della discussione. Siamo stati rassicurati sul fatto che la segnalazione fosse stata presa in carico. Fin quando i depositi contenenti i rifiuti delle esumazioni ed estumulazioni saranno in un’area così facilmente accessibile, siamo certi debbano essere chiusi a chiave anche durante le ore lavorative.

Abbiamo dimostrato che per quanta attenzione gli addetti possano metterci, quelle porte possono essere aperte. I dipendenti pubblici, a dirla tutta, dovrebbero occuparsi d’altro, non certo fare i guardiani ai depositi.

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1 COMMENTO

  1. al cimitero di bari ci vuole una vera e seria inchiesta per vedere chi ci lavora quando arriva il morto, l obolo da dare ai soliti capelloni di famiglia poco raccomandabile, etc etc, una altra inchiesta per la cooperativa che gestisce la luce votiva percèh di macelli ne combina, mi piacerebbe sapere il loro rendiconto

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