Un diritto, quello di usufruire della mensa, acquisito da tutti i dipendenti; un Ente, il Policlinico di Bari, che non è in grado di garantirlo. In mezzo, una storia che va avanti da anni, con soluzioni alla buona, delibere che impongono di mangiare fuori dall’orario di servizio, varie ed eventuali a complicare il tutto. La patata bollente, anche un po’ scotta visto da quanto tempo si trascina la vicenda, è nelle mani del commissario straordinario dell’ospedale, che però sembra poco interessato a non bruciarsi.

Circa tre mesi fa, a fine ottobre, la FLP CSE Sanità, nella persona di Vito Dalano, ha inviato a Giancarlo Ruscitti la richiesta di incontro per affrontare l’argomento ma, ad oggi per quanto ne sappiamo, nessuna data è stata fissata, né tanto meno è stato dato seguito alla richiesta con una risposta qualunque.

Dalano non si è certamente dato per vinto e così ha inviato al Policlinico una bella diffida. Già, perché la mensa universitaria sostitutiva di via Garrone non può fisicamente accogliere tutti i dipendenti dell’ospedale, ma, di più, molti di loro non possono usufruire a causa degli orari di funzionamento della stessa, che non collimano coi turni del personale. Insomma, un gibillero.

“Una strada percorribile per risolvere il problema – ci ha detto Dalano a telefono – potrebbe essere quella di elargire buoni pasto, ma per qualche strano motivo, nemmeno questa via è stata imboccata dal Policlinico, nonostante un accordo sottoscritto con tutti i sindacati nel 2001”. Alla FLP CSE non è rimasto altro che diffidare l’ospedale a risarcire gli iscritti per 10 anni di mancata fruizione della mensa.

“Questo della diffida è solo il primo atto – ha aggiunto – se non dovessero esserci riscontri, inizieranno le azioni di protesta. Se servirà, faremo anche lo sciopero della fame”.

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