“Sosta autorizzata mezzi aziendali Acquedotto Pugliese. Concessione comunale n. 65257 dell’11 marzo 2010. Lasciare libero il passaggio”. È il contenuto del cartello posizionato all’entrata dell’apposita area di sosta in piazza Diaz, proprio alla fine di via Imbriani. Un pezzo di città che dovrebbe essere destinata alle vetture aziendali dell’ente pubblico. Il condizionale è d’obbligo perché, da ciò che abbiamo notato, pur essendo di proprietà dell’Acquedotto, le auto in sosta non presentano alcun tagliando e in alcuni casi restano parcheggiate ben oltre il regolare orario di lavoro.

I dipendenti, muniti di chiave, entrano e parcheggiano. I mezzi vengono utilizzati per le attività di servizio, ma anche per gli spostamenti personali, a volte con familiari al seguito. Alcuni dipendenti, da noi fermati all’ingresso, hanno confermato la teoria secondo cui quella sia una specie di zona franca dove ognuno può fare come gli pare. La Polizia Locale non controlla, quasi fosse territorio extra governativo, ed i funzionari autorizzati non espongono l’inutile cartello di appartenenza, conservato nel vano porta oggetti.

Si parcheggia per andare a fare shopping o un giro sulla ruota panoramica, più in generale quando è necessario andare in centro. Vuoi mettere un’area di sosta sempre a disposizione? Dal 2010 un fastidioso privilegio che andrebbe abolito, anche per il rispetto dei residenti e degli altri dipendenti pubblici della zona, “costretti” a servirsi dei bus navetta o dei parcheggi a pagamento. Non si riesce a capire perché alcuni dipendenti dell’Acquedotto – ribadiamo solo alcuni – debbano godere di questo benefit. Non è chiaro quale lavoro strategico svolgano per la comunità pugliese, tale da meritare un’area comunale in concessione ormai da quasi otto anni.

Per consentire una maggiore fruizione della piazzetta carrabile, è stata inoltre spostata una fontanina pubblica, quasi distrutta dalle auto in manovra e un “fastidioso” albero, sacrificato sull’altare del privilegio dei dipendenti, in molti casi silenti alle nostre sacrosante domande. Gli eletti ci consentiranno una battuta: questa storia fa acqua da tutte le parti.

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