Interdizione per Dante Mazzitelli, arresti domiciliari per gli imprenditori Massimo Marchisi e Antonio Lecce, arresti domiciliari per Sabino Lupelli, direttore dell’ARCA Agenzia Regionale per la Casa e l’Abitare. A Bari si è abbattuto un vero e proprio terremoto sul settore dell’edilizia residenziale. Le indagini del Nucleo Polizia Tributaria hanno fatto emergere quello che sarebbe un giro di tangenti e corruzione negli appalti per la realizzazione delle case popolari.

Nella mattinata di oggi militari della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione a separate ordinanze emesse dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura, all’esito di complesse ed articolate attività d’indagine, eseguite anche con operazioni tecniche di intercettazione telefonica e ambientale, relative a condotte di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, accesso abusivo ad un sistema informatico.

Il primo provvedimento è stato emesso nei confronti di Sabino Lupelli, attuale direttore generale di Arca Puglia Centrale, degli imprenditori Dante Mazzitelli, Antonio Lecce e Massimo Manchisi. Nei confronti di Lupelli, Lecce e Manchisi la misura applicata è quella degli arresti domiciliari, nei confronti di Mazzitelli quella interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali per un anno.

Diverse le condotte di corruzione, secondo gli articoli 319 e 321 c.p., oggetto di contestazione: ricezione illecita da parte di Lupelli di un orologio da polso del valore di circa 20mila euro, dato al pubblico ufficiale da Mazzitelli, amministratore di fatto e socio della Ing.Orfeo Mazzitelli s.r.l., impresa aggiudicataria della gara d’appalto indetta da Arca Puglia Centrale per i lavori di costruzione di tre fabbricati per quarantadue alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica nel comune di Bari-Carbonara. Secondo la Procura, la dazione è avvenuta il 7 febbraio 2017 nell’ufficio di Lupelli presso la sede di Arca Puglia Centrale.

Lupelli, nella qualità di commissario straordinario dell’Ente, avrebbe emesso varie delibere di approvazione di varianti in corso d’opera in favore dell’impresa gestita da Mazzitelli e, successivamente alla consegna dell’orologio, avrebbe favorito l’imprenditore, rilasciando tempestivamente il visto di legittimità necessario e propedeutico alla liquidazione in favore dell’impresa della rata “a saldo” dell’importo di 90.200,32 euro oltre I.V.A.

Contestata anche la ricezione illecita da parte di Lupelli di numerosi “buoni elettronici” per l’erogazione di carburante, di 50 e 100 euro, e di una somma non precisata di denaro contante, consegnati al pubblico ufficiale il 2 marzo 2017 da Antonio Lecce, amministratore e legale rappresentante di Aedes Aurora s.r.l., impresa aggiudicataria della procedura di appalto indetta da Arca Puglia Centrale per i lavori di costruzione nel quartiere Mungivacca di due fabbricati per cento alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica da destinare a studenti dell’Università e del Politecnico di Bari.

Quale corrispettivo dell’illecita dazione, Lupelli avrebbe apposto il visto di legittimità al progetto presentato in variante dall’impresa, propedeutico all’emissione del decreto 22 marzo 2017 dell’amministratore unico dell’ente, asseverando così il Progetto di riqualificazione energetica presentato da Aedes Aurora s.r.l. nell’ambito della “Segnalazione Certificata di Inizio Attività Anticendio” del 18 ottobre 2016, privo della preventiva valutazione del Comando dei Vigili del Fuoco sulla conformità del progetto alla normativa di prevenzione incendi.

Oggetto di contestazione anche la ricezione da parte di Lupelli di denaro od altra utilità, contenuto in due buste, al fine di favorire Massimo Manchisi e le imprese da esso amministrate Ca.Ma Costruzioni s.r.l. e Caementarius s.r.l., aggiudicatarie di procedure di appalto indette da Arca Puglia Centrale per i lavori di costruzione e ristrutturazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica nei quartieri Sant’Anna, San Girolamo e Madonnella di Bari.

In corrispettivo delle dazioni, che sarebbero avvenute il 14 aprile ed il 15 giugno 2017, Lupelli avrebbe impartito direttive ed assunto determinazioni per la nomina dei componenti della Commissione incaricata di esprimersi sulle “riserve” in aumento formulate dall’impresa Ca.Ma Costruzioni s.r.l. per l’importo di 3.340.713 euro, avrebbe apposto il visto di regolarità tecnica ed amministrativa propedeutico all’emissione di decreti in favore di Ca.Ma Costruzioni s.r.l. e delle imprese consorziate Cons.Ital-Caementarius s.r.l., avrebbe determinato il personale dipendente di Arca Puglia Centrale a procedere all’affidamento diretto alle imprese consorziate Cons.Ital-Caementarius s.r.l., aggiudicatarie di appalto nel quartiere San Girolamo per 103 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, di nuove opere e lavorazioni aggiuntive per un importo complessivo di 880.687,82 euro.

Il secondo provvedimento applicativo di misure coercitive è stato eseguito nei confronti dello stesso Lupelli, dell’avvocato Fabio Mesto e di Teresa Antonicelli, operatore giudiziario in servizio alla Procura della Repubblica di Bari, per i reati in concorso di corruzione in atti giudiziari, secondo gli articoli 319 ter, 321 c.p., rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, secondo l’art.326 c.p., accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615 ter c.p.). La misura applicata nei confronti del Lupelli, Mesto e Antonicelli è quella degli arresti domiciliari.

Le indagini hanno accertato che la Antonicelli, su istigazione e determinazione di Lupelli e Mesto, con i quali intratteneva un colloquio nella sede di Arca Puglia Centrale il 3 ottobre 2017, colloquio registrato dalle apparecchiature video ed intercettanti installate, ha effettuato abusivamente lo stesso giorno, negli uffici della Procura della Repubblica di Bari utilizzando la password di accesso al profilo della sostituto dottoressa Toscani, titolare del procedimento nei confronti di Lupelli della quale aveva la temporanea disponibilità, varie interrogazioni nel registro informatico delle notizie di reato.

In questo modo Antonicelli avrebbe acquisito informazioni riservate sulle persone sottoposte ad indagine, sui reati per i quali era intervenuta iscrizione nel registro informatico, sulle attività svolte e le richieste formulate dal P.M. nella fase di indagine preliminare. Tutte notizie che la Antonicelli, nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, avrebbe comunicato all’avvocato Mesto, difensore di fiducia di Lupelli nell’indicato procedimento, portandosi presso il suo studio professionale.

Quale corrispettivo, la Antonicelli avrebbe chiesto l’intervento del direttore generale di Arca Puglia Centrale per ottenere la sostituzione dell’immobile dell’Ente da essa occupato con un’altra abitazione avente caratteristiche di maggiore confortevolezza e/o comunque con diversa ubicazione, ricevendo la disponibilità di Lupelli, che prometteva al pubblico ufficiale l’utilità sollecitata dalla Antonicelli, convocando immediatamente, alla presenza della stessa e di mesto, il personale dell’ente, impartendo direttive per soddisfare tempestivamente la richiesta.

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1 COMMENTO

  1. che botta per telebari, andavano anche lupelli spesso li a dire e fare, vuol dire che ormai lo schifo è insito in tutti gli enti, bisogna vedere anche tra i vari tecnici del comune che controllano se un negozio puo aprire ono..li c’è da mangiare molto a nche

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