“Irma la troia”. Questo è il messaggio che un consigliere comunale di Bari ha scritto sulla scheda con cui avrebbe dovuto votare il nome del collega per la giuria popolare alla Corte d’Assise d’Appello di Bari. Dopo notevoli imbarazzi e insistenza della consigliera Melini, a cui il messaggio era indirizzato, il presidente del Consiglio comunale, Pasquale Di Rella, è stato costretto a leggere pubblicamente l’offesa.

La Melini, a quel punto, è scoppiata in lacrime, rifugiandosi nella sua stanza, raggiunta poi per  solidarietà anche da alcuni assessori della Giunta. Il consiglio è stato sospeso inizialmente per 5 minuti, su richiesta del consigliere Caradonna, lo scrutatore che per primo si è imbattuto nella scheda, poi per altri 10, su richiesta di Sabino Mangano.

Il fatto è particolarmente grave e merita la necessaria condanna, soprattutto perché lo scenario è la massima assise comunale, luogo istituzionale per eccellenza. Per la cronaca, i due consiglieri eletti sono Massimo Maiorano e Michele Picaro.

Parole di vicinanza sono immediatamente arrivate dal sindaco Antonio Decaro: “Sono qui ad esprimere la mia solidarietà alla consigliera Irma Melini, non in quanto uomo ma in quanto rappresentante delle istituzioni. Perché chi ha scritto quella parola offensiva, sessista e stupida su quella scheda, ha sporcato l’Aula consiliare stessa, ha svilito l’istituzione che rappresentiamo, a questo punto mi viene da dire, indegnamente. Mi auguro che la consigliera Melini vorrà accettare la solidarietà mia e della giunta e le scuse dell’intero Consiglio comunale”.

“A tutti vorrei ricordare – ha aggiunto Decaro – che nell’aula Dalfino si è esercitata la politica e l’amministrazione nelle sue forme più nobili, ed è a quell’esempio che dobbiamo tutti guardare. Possiamo scontrarci, lottare per le nostre idee, portare avanti con passione le nostre convinzioni ma dobbiamo farlo nel rispetto del ruolo che ricopriamo e delle persone che abbiamo l’onore di rappresentare. Se non saremo capaci di fare questo potremo ritenere fallito il nostro compito di uomini e donne prima che di politici”.

“Condanniamo fermamente l’atto vergognoso compiuto oggi in un’aula istituzionale, un luogo che rappresenta l’intera città di Bari. Il dibattito in aula consiliare dovrebbe essere esempio di confronto civile nella libera espressione di posizioni, anche contrapposte, e il ricorso all’offesa sessista e volgare non è in alcun modo ammissibile” hanno fatto sapere le consigliere Francesca Contursi, Anita Maurodinoia e Alessandra Anaclerio insieme agli assessori Francesca Bottalico, Carla Palone, Carla Tedesco e Paola Romano.

“Ciò che è accaduto questo pomeriggio è un gesto vile, deplorevole e inaccettabile – hanno detto – perché le parole hanno un peso e possono ferire. Si parla tanto della violenza di genere e dell’importanza di linguaggi nuovi, inclusivi e rispettosi di ogni differenza e poi accade che, nella massima assise cittadina, ci si esprima in maniera oltremodo offensiva per ogni donna. Quello di oggi è un insulto alla persona, al genere e all’istituzione. Per questo esprimiamo la nostra piena solidarietà alla consigliera Melini, auspicando di non assistere mai più a episodi ignobili come quello offertoci questo pomeriggio. Non smettere mai di indignarsi”.

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