Soldi, vacanze e frutti di mare. Questi erano alcuni regali che il giudice tributario barese Oronzo Quintavalle, riceveva in cambio di sentenze favorevoli. È stato proprio lui a confermarlo in aula durante il processo nel quale sono coinvolti altre 22 persone tra giudici, commercialisti, avvocati, imprenditori e funzionari delle commissioni tributarie.

Il pm Isabella Ginefra contesta i reati di corruzioni, falso, rivelazioni del segreto d’ufficio, falsa dichiarazione dei debiti, riciclaggio, abuso d’ufficio, truffa e sottrazione fraudolenta. I fatti risalgono al 2008-2010, quando il giudice Quintavalle era presidente della commissione tributaria.

Secondo il racconto dell’imputato, gli imprenditori sottoposti ad accertamento fiscale, riuscivano a evitare il pagamento dovuto all’Erario attraverso l’elargizione di regali ai giudici delle commissioni tributaria (provinciale o regionale) alle quali veniva presentato il ricorso. A questi, chiamati a decidere su quei contenziosi, venivano consegnate sentenze già scritte da commercialisti e avvocati.

L’esame del teste proseguirà all’udienza del 15 marzo 2018 con la trattazione delle singole controversie pilotate. Nel processo sono costituiti parti civili il ministero dell’Economia e delle finanze, l’Agenzia delle entrate ed Equitalia.

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