La faccenda sarebbe finita nel dimenticatoio se un ex dirigente dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Bari non avesse scritto alla Procura, alla Corte dei Conti, al ministero dell’Ecomonia e Finanze, al Presidente, Giunta e Consiglieri della Regione Puglia. L’ex dipendente ipotizza un danno erariale superiore a 500mila euro, a cui si sono aggiunte le spese legali. Chi paga? È questa la domanda alla quale si chiede di dare una risposta.

La storia è contenuta in un faldone di documenti pubblici e riguarda il celeberrimo incarico di consulente informatico affidato dall’ex direttore del Policlinico, Vitangelo Dattoli, a Nunzio Porfido dopo un accordo con Innova Puglia Spa. Tralasciando tutta la guerra di ricorsi e controricorsi tra l’ex dirigente ed il direttore generale Dattoli, chi scrive spiega che non si è mai capito che fine abbiano fatto quei soldi elargiti in modo improprio.

Accogliendo il ricorso del dipendente, infatti, attraverso il Consiglio di Stato il Presidente della Repubblica, non solo diede ragione sull’esborso inopportuno, specificando come la legge regionale a cui si faceva riferimento, la 321 del 2009, permettesse a dipendenti pubblici di fare esperienze in altre amministrazioni pubbliche o in aziende private e non viceversa, ma riteneva necessario l’invio delle carte alla Corte dei Conti.

A quella decisione il direttore generale Dattoli fece ricorso in Cassazione, che scrisse la parola fine sulla vicenda il 12 gennaio dell’anno scorso, certificando quanto dichiarato dal Presidente della Repubblica e soprattutto come quest’ultimo non avesse esercitato alcun eccesso di potere, al contrario di quanto ipotizzato dal numero uno del Policlinico. Il ricorso di Dattoli fu respinto e l’Azienda pubblica condannata al pagamento delle spese legali.

La vicenda viene rispolverata dall’esposto in cui, tra le altre cose, si contesta anche il rinnovo della consulenza di altri 36 mesi, dopo quella dei primi 36 mesi (delibera n. 1702 del 2009). Chi deve pagare quel danno? Ma soprattutto dove stava il rappresentante del Ministero dell’Economia e delle Finanze durante le sedute del Collegio dei revisori dei conti in cui si discuteva della consulenza e degli atti successivi? L’ex dirigente pubblico ed i cittadini pugliesi aspettano il risarcimento di quanto disposto dal Presidente della Repubblica e dalla Cassazione.

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