La storia va avanti da tempo ormai. Le sette automediche attivate dalla Asl di Bari in altrettante postazioni del 118, quando sono in stand by non possono essere ricaricate per la mancanza delle colonnine elettriche esterne. Il problema più grosso riguarda la conservazione dei farmaci.

Sulla questione, sollevata anche dal Nursind, la Fimmg avrebbe fatto una denuncia formale. Da qui il blitz dei Carabinieri del Nas, il Nucelo Anti Sofisticazione, nella sede del Coordinamento del 118 barese presso l’ospedale Fallacara di Triggiano. Recentemente, forse proprio alla luce della denuncia, il coordinatore del servizio di emergenza-urgenza, Antonio Di Bello, aveva divulgato una direttiva: i farmaci a bordo, quando l’automedica non è in servizio, devono essere custoditi nei frigoriferi delle postazioni.

Inizialmente si era sopperito alla mancanza con alcune borse frigo, ma la cosa era molto controversa. Pensate cosa potrebbe succedere nel caso l’equipaggio dimentichi di prendere la borsa frigo dall’interno della postazione prima di andare su un intervento in cui c’è bisogno urgente di adrenalina o altri farmaci. C’è poi un altro problema legato alla sosta di automediche ed ambulanze in altre postazioni, in cui c’è la possibilità di ricarica, ma comunque sotto il sole cocente, che all’interno dei mezzi porta le temperature a sfiorare i 50 gradi. Non fosse un aspetto fondamentale non sarebbe previsto l’obbligo di parcheggio sotto tettoie e pensiline.

Per il bene di tutti andrebbe fatta chiarezza nel più breve tempo possibile, seppure la domanda resta la stessa: se non si è in grado di assicurare la migliore gestione possibile, perché far partire un servizio con questa sostanziale lacuna che, nei casi più gravi potrebbe causare conseguenze addiruttura mortali? Gli equipaggi del 118 interessati e gli utenti baresi adesso aspettano una risposta dai Carabinieri del Nas.

 

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