Cambio appalto complicato e una “cornice” quantomeno singolare, ovvero la caserma Partipilo della Guardia di Finanza, a Bari, che precisiamolo non c’entra niente. A raccontarci questa vicenda è Elena Canone, segretario generale Uiltucs Bari: “Durante l’ultimo giorno di lavoro della Ladisa, la ditta uscente per capirci, gli addetti della ditta entrante, la GSI Gestione Servizi Integrati srl, hanno riempito le celle frigorifere con i propri prodotti, dovendo subentrare il giorno seguente. Non a tutti i lavoratori, però, era stato ancora fatto firmare il relativo contratto di assunzione, quando la Legge prevede, in parole povere, che tutti i dipendenti siano assorbiti da chi subentra”.

“A quel punto abbiamo proclamato la stato di agitazione – ha aggiunto la sindacalista – e convocato un sit-in di protesta, poi annullato perché è successa un’altra cosa strana. La ditta subentrante ha fatto firmare un contratto di assunzione individuale, quindi ex novo, a 4 dipendenti su 8. Calcolando che non c’è stato subentro nell’appalto, la Ladisa, che non so cosa farà a questo punto, non ha provveduto a licenziare i suoi addetti, col risultato che questi 4 si sono trovati con due contratti e un monte ore raddoppiato, finendo così esposti a possibile licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Lo stato di agitazione dei dipendenti è ancora in essere – ha concluso – abbiamo scritto tra gli altri al Prefetto, all’Anticorruzione e ovviamente alla Guardia di Finanza. Credo che anche loro vorranno saperne di più su tutta questa storia”.

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