Palazzo della morte in via Archimede, 16 a Bari, iniziano a emergere i primi riscontri dopo le operazioni di ieri mattina eseguite dai Vigili del Fuoco e dagli addetti dell’Arpa della Regione Friuli Venezia Giulia. L’area, lo ricordiamo, è stata posta sotto sequestro dalla Magistratura.

“Il ctu – ci ha detto Vito Marchitelli, perito di parte di alcuni condomini – ha deciso di operare in due direzioni, per verificare un eventuale correlazione tra l’indice di incidenza tumorale e un possibile inquinamento ambientale”.

“Si è deciso di indagare alla ricerca di anomalie fisiche o chimiche – spiega Marchitelli – escludendo a priori una causa biologica. In parole semplici, per i parametri di inquinamento fisico, si stanno indagando eventuali anomalie nei valori dei famosi raggi Gamma mediante l’uso di un rilevatore gamma e di uno Scintillografo, che opera a -193°”.

La presenza dello scintillografo non era infatti passata inosservata ieri: “Sono stati trovati valori di emissioni di raggi gamma anomale nel terreno che hanno portato a scavare e scoprire una gettata di cemento. Su questa colata i pompieri effettueranno una trivellazione in quanto, sebbene questo cemento non risulti radioattivo, non si capisce per quale motivo sia stato posizionato in quel punto”.

Quanto alla struttura, per i parametri chimici saranno effettuati prelievi e campionamenti sulle superfici e sui materiali di costruzione, che verranno poi analizzati presso la sede dell’ARPA Friuli Venezia Giulia. Saranno inoltre campionate e analizzate le acque per cercare eventuali contaminanti chimici, motivo per il quale si stanno effettuando campionamenti appartamento per appartamento.

In aggiunta a tutto questo, vi è indubbiamente la necessità di monitorare le condizioni di salute dei residenti, nella palazzina in cui si sono verificati 26 decessi per tumore. Sulla vicenda bisogna andare fino in fondo, è questione di vita o di morte.

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