21 persone condannate e 13 assoluzioni. Sono i numeri del processo nei confronti del clan Misceo-Telegrafo del quartiere San Paolo accusato di una presunta associazione mafiosa finalizzata al traffico di droga. Procedimento si è chiuso  con condanne fra i 14 anni e 2 mesi e i 4 mesi di reclusione: la Direzione distrettuale antimafia di Bari contestava agli imputanti anche due tentati omicidi, detenzione di armi e ricettazione di auto rubate.

La condanna più alta è stata inflitta nei confronti del presunto capo clan Giuseppe Misceo, soprannominato ‘il Fantasma”, imputato per associazione mafiosa, in qualità di promotore, e per il tentato omicidio, come mandante, di Donato Sifanno nel novembre 2013. Sifanno fu poi ucciso alcuni mesi dopo da un commando del quale avrebbe fatto parte il figlio del boss, Paolo Misceo, condannato in primo grado a 14 anni per il delitto e invece oggi assolto dall’accusa di far parte dell’associazione mafiosa capeggiata da suo padre.

Il pm Antimafia Patrizia Rautiis contestava anche il tentato omicidio dei fratelli Carlo e Giuseppe Loiodice nel dicembre 2013, per il quale sono stati condannati i presunti esecutori materiali e braccia armate del boss Misceo, ritenuti i referenti del clan nei comuni limitrofi: Francesco Pace (10 anni e 8 mesi di carcere), Arcangelo Telegrafo (7 anni e 11 mesi) ed Emanuele Grimaldi (7 anni e 4 mesi).

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