I cittadini di Adelfia sono esasperati a causa delle intemperanze, minacce e follie di una donna, L.D.P., con seri problemi mentali originaria di Bari che da un anno vive in paese. Parolacce, messaggi su WhatsApp contenenti minacce di morte e sproloqui di ogni tipo, pedinamenti, appostamenti, urla per strada. Come se non bastasse più volte ha rischiato di creare incidenti perché guida contro mano la sua vecchia Ford con la scritta “mia sorella è una strega” fatta con alcuni strass.

La situazione sembrava essere risolta quando il comune di Adelfia aveva “costretto” la donna a un TSO (trattamento sanitario obbligatorio). La paziente era stata quindi portata coattamente in un centro a Galatina, nella provincia di Lecce. Dopo due settimane di cure, però, la responsabile del servizio di igiene mentale, competente per territorio, ha ritenuto non ci fossero più le ragioni per continuare il trattamento. Una decisione quantomeno avventata rispetto a quanto sta ancora succedendo ad Adelfia.

La donna ha preso di mira soprattutto una commerciante, costretta a sporgere querela nei suoi confronti presso la locale stazione dei Carabinieri. Dai racconti che ci vengono fatti pare che le due non si conoscessero prima di un episodio avvenuto nel dicembre dello scorso anno, quando la presunta stalker aveva tentato di vendere alcuni calendari di un’associazione benefica all’interno del negozio.

Stando a quanto siamo riusciti ad apprendere non sarebbe l’unica denuncia. Il Comandante dei Carabinieri avrebbe già scritto alla Procura della Repubblica e starebbe per rivolgersi ulteriormente ai giudici integrando con altre decine di segnalazioni. Le follie della donna stanno aumentando, creando sempre più preoccupazione tra chi è finita nel suo mirino. “C’è poco da fare”, c’è stato risposto da chi abbiamo interpellato.

Purtroppo la situazione è delicata e non si può continuare ad ignorarla esattamente come per il caso della residente del quartiere San Pasquale di Bari che danneggia e cosparge di feci le auto degli abitanti del quartiere.

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