Minaccia, assicurandomi che prima o poi me l’avrebbe fatta pagare essendo “il giornalista del Quotidiano Italiano” e poi scappa dopo avermi immortalato col suo cellulare al termine di un folle inseguimento per le vie del nosocomio. Accade nel parcheggio dell’ospedale Di Venere. Protagonista dell’incredibile episodio, uno dei quattro abusivi della sosta, che a questo punto la Asl potrebbe pensare di assumente non riuscendo a ripristinare un minimo di regolarità.

Il video allegato, è stato girato subito dopo essere stato minacciato dall’abusivo, convinto non lo potessi fotografare per le severissime norme in materia di privacy che lo tutelerebbero. Il colmo? Stavo immortalando la sua iniziale gentilezza, avendomi chiesto se sapessi dove fosse il reparto in cui ero diretto.

E per questo, contro ogni nostra logica, gli avevo anche allungato un euro. Non ero andato nel parcheggio dell’ospedale per occuparmi di lui e dei sui colleghi, come fatto tante volte in passato, senza tuttavia aver avuto alcun riscontro dai vertici della Asl. Accortosi dello scatto, l’abusivo si è avvicinato puntandomi il suo cellulare, assicurandomi che me l’avrebbe fatta pagare.

Insieme alla minaccia è partita anche la mia registrazione e l’inseguimento, durato fino a quando l’abusivo non è sparito dentro l’ospedale, diventato una giungla in cui chi dovrebbe far rispettare regole e decoro ha vissuto con gli occhi bendati fino a quando abbiamo deciso di accendere in maniera continuativa i riflettori.

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