Sulla testa della “buona scuola” di Matteo Renzi arriva un’altra tegola, questa volta decretata dal Tribunale del Lavoro di Bari con sentenza n. 4522 del 04/10/2016 ed altre, che decorsi sei mesi senza essere appellate sono diventate oggi definitive.

Tali sentenze hanno riconosciuto a 15 lavoratori di Bari e provincia tra collaboratori scolastici ed assistenti amministrativi, il risarcimento del danno dovuto all’abuso nella reiterazione dei contratti a termine, abuso non sanato dalla ormai famigerata legge 107 del 2015 meglio conosciuta come “buona scuola”. In altre parole i lavoratori, stando ad una giurisprudenza ormai consolidata, hanno subito – stabiliscono i giudici – un vero e proprio abuso poiché per anni sono stati sistematicamente licenziati, quando la normativa europea invece prevedeva la loro stabilizzazione dopo 36 mesi di servizio. Sono stati dunque precari per parecchi anni quando invece avrebbero avuto diritto ad essere assunti a tempo indeterminato.

La novità consiste nel fatto che fino ad oggi avevano ottenuto il risarcimento del danno soltanto i docenti, mentre con questa sentenza si spalancano le porte anche a migliaia di lavoratori appartenenti al così detto personale ATA, ovvero ausiliari tecnici amministrativi. A promuovere l’azione legale, dall’avvocato Graziangela Berloco, era stato il movimento politico Noi con Salvini, che per tramite del suo coordinatore regionale Rossano Sasso così commenta: “Ancora una volta la nostra azione politica, costretta a trasferirsi nelle aule di tribunale per la totale indisponibilità al ragionamento ed dialogo del Pd, sortisce effetti positivi e favorevoli per i lavoratori della scuola: 8500 euro certo non cambiano la vita, ma restituiscono almeno un minimo di sensazione di giustizia per quei lavoratori vessati e sfruttati che hanno subito abusi oggi riconosciuti dai giudici. Dopo la carica degli insegnanti avvenuta questa estate nei tribunali di tutta Italia contro i trasferimenti illegittimi degli stessi, adesso – conclude Sasso – Renzi dovrà fare i conti pure con la carica dei collaboratori scolastici”.