Condivideva immagini dell’Isis e post che esaltavano gli attentati di Parigi, oltre ad avere sul proprio smartphone foto che lo ritraggono mentre imbraccia un fucile mitragliatore. Per questi motivi la Polizia di stato ha messo sotto sorveglianza speciale e ritirato il passaporto a un cittadino italiano, originario dell’Albania, ma residente in provincia di Bari.

La misura nasce da articolate attività di indagine della Digos della Questura di Bari che hanno evidenziato in capo all’uomo elementi ritenuti significativi sotto il profilo della configurabilità di sintomatologie di elevata pericolosità sociale in termini di commissione di atti di terrorismo.

Durante le indagini, infatti, è emerso che l’uomo ha spesso condiviso immagini e video di azioni terroristiche del Daesh e scene di esecuzione di prigionieri, con commenti nei quali si afferma che il vero terrorismo è quello dei governi occidentali. Avrebbe anche condiviso in rete un video inneggiante alla conquista islamica dello Stato italiano e pubblicato l’intervista del fondamentalista islamico inglese Anjem Choudary, in cui c’è l’esplicita minaccia della conquista di Roma e dell’Italia per affermarvi la Sharia.

Tra le altre cose, l’uomo aveva il famoso videogioco Assassin’s Creed nel quale le voci originali sono sostituite da altre che esaltano il Daesh ed accusano la Gran Bretagna di aver distrutto il primo Califfato dell’Impero Ottomano.

Il Presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bari, dott.ssa Francesca La Malfa, considerata la pericolosità del soggetto, ha quindi applicato il provvedimento d’urgenza dell’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, del ritiro del passaporto e di ogni altro documento valido per l’espatrio e la sorveglianza speciale per anni 2.

Si evidenzia che il Tribunale, oltre ad aver previsto il divieto di accesso alla rete internet per il destinatario del provvedimento, ha ritenuto – pur non prevedendone la obbligatorietà in relazione al dettato di cui all’art. 19 della Costituzione, che “(omissis)… nell’ottica del recupero sociale del proposto al medesimo potrà essere d’ausilio – in uno all’astensione dalle attività di comunicazione telefoniche ed informatiche che possono formare oggetto di specifica inibizione – l’avvio di un percorso di studio dei valori della religione islamica che consenta di acquisire (…..) elementi di conoscenza che gli consentano di comprenderne gli insegnamenti senza confonderli con il fondamentalismo religioso e la propaganda islamista; si tratta di un processo di <> cui il proposto si è dichiarato disponibile..(omissis).

Tale approccio di tipo preventivo – giudiziario ha rappresentato una assoluta novità in relazione alla lotta al terrorismo internazionale riferito a condotte apologetiche del DAESH, così come altro aspetto di assoluta novità nel presente contesto di indagine è certamente rappresentato dalla previsione da parte della Procura della Repubblica Distrettuale – in perfetta linea con le recenti strategie di contenimento del fondamentalismo islamico nel web – di una prescrizione tesa al concreto recupero sociale del soggetto, attraverso un percorso socio-spirituale di “de-radicalizzazione” con il coinvolgimento di una idonea guida religiosa da individuare con l’ausilio di referenti qualificati dell’associazionismo islamico istituzionalizzato della provincia di Bari.

È in fase di elaborazione una specifica attività, d’intesa con la Procura della Repubblica, per stabilire forme di coinvolgimento della locale comunità islamica al fine di realizzare una piattaforma di incontri su tematiche religiose per dar corso all’effettivo reinserimento sociale del soggetto, ma allo stesso tempo per fortificare/cementare il rapporto con l’associazionismo islamico in un’ottica di comune condivisione della prevenzione dell’estremismo islamico.

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