La Procura di Bari ha deciso di vederci chiaro e ha aperto un’inchiesta sul caso della garante nazionale per l’infanzia, Filomena Albano, sequestrata per più di un ora all’interno della comunità per i minorenni stranieri non accompagnati di Cassano Murge. L’inchiesta, al momento, è senza indagati né ipotesi di reato.

La protesta è scoppiata mentre gli operatori e le garanti erano nella sala riunioni del centro governativo d’accoglienza. I minorenni hanno cominciato ad urlare e alcuni avrebbero minacciato di morte la responsabile del centro, circondando la delegazione e impedendo alle garanti di uscire dal centro. Solo l’arrivo dei Carabinieri ha calmato gli animi e ha permesso la “liberazione” della delegazione.

Alla base della protesta il grande disagio legato al protrarsi della loro permanenza ben oltre i sessanta giorni previsti dal progetto ministeriale. Il sistema di prima accoglienza del Ministero dell’Interno, infatti, dovrebbe farli transitare in tempi brevi in strutture di seconda accoglienza, che per numeri e capacità progettuali rappresentano luoghi idonei ad avviare percorsi scolastici e di inclusione sociale.

Secondo Filomena Albano, però, quello di ieri “non è stato un sequestro, ma un blocco. Dobbiamo porre l’attenzione sui ragazzi – spiega – che conoscono i loro diritti e si chiedono perché stiano ancora lì. Quello di ieri è frutto della esasperazione”.

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