Noci è in subbuglio dopo la notizia del coinvolgimento di un amministratore pubblico nell’indagine della Guardia di Finanza sulle presunte tangenti pagate per il restauro della casa di riposo Sant’Anna. Per non prestare il fianco alle strumentalizzazioni di queste ore, precisiamo che l’amministratore pubblico a cui si fa riferimento è un assessore in carica, ma che l’indagine non riguarda l’amministrazione comunale.

L’assessore, infatti, sarebbe stato incaricato dalle “Figlie di Sant’Anna” a titolo personale della gestione del finanziamento europeo per la ristrutturazione dell’immobile, non in funzione del suo ruolo politico.

Precisato questo, rimane una storia tutta da chiarire, dalle tinte paricolarmente fosche, su cui s’indaga spulciando tutti i documenti sequestrati durante le perquisizioni alle quali sono stati sottoposti gli indagati. Documenti giudicati compromettenti. Ad inguaiare l’assessore sarebbe stato in maniera particolare un imprenditore nocese, uno di quelli che ha deciso di vuotare il sacco per togliersi un peso di dosso, descrivendo ai finanzieri per filo e per segno come sarebbero andati i fatti.

Secondo quanto è trapelato pare che l’imprenditore restituisse all’assessore, fiduciario del finanziamento, fino alla metà dei soldi fatturati per i lavori di restauro. Il pagamento delle presunte tangenti sarebbe avvenuto attraverso fatturazioni per consulenze fasulle, fatte dal fiduciario del fondo (l’assessore) all’imprenditore.

Il meccanismo, però, a un certo punto si sarebbe inceppato perché le pretese sarebbero aumentate e proprio per questo l’imprenditore sarebbe andato in sofferenza, tanto da rischiare di mandare a rotoli l’azienda. L’uomo, ormai sul lastrico, si sarebbe ritrovato dietro la porta di casa altri imprenditori ai quali non sarebbe stato riconosciuto quanto dovuto per il subappalto di alcune opere nell’intervento di restauro della casa di riposo.

Sulla vicenda ci sarà ancora molto da scrivere. Abbiamo provato a sentire telefonicamente sia l’imprenditore che l’assessore, oltre ad alcuni politici cittadini, ma nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni. Noi restiamo a disposizione di chiunque volesse precisare e chiarire aspetti giudicati inesatti.

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