Il dottor Giampietro Gasparini (a sinisra) e il dottor Massimo Federico (a destra).

Le speranze di Giampietro Gasparini di restare direttore scientifico dell’Oncologico di Bari erano ridotte al lumicino. Lo sapevano tutti, ma c’è stato bisogno di ricorrere al Consiglio di Stato, di spendere altri soldi pubblici, per determinare che quella nomina spettava al professor Massimo Federico, che nel giro di dieci giorni, termine in cui dovranno essere perfezionate le notifiche, potrà presentarsi al suo posto di lavoro nell’IRCCS Giovanni Paolo II.

La sentenza del Consiglio di Stato è del 9 febbraio. È stato respinto il ricorso in appello presentato dal Ministero della Salute in cui veniva chiesta la sospensione dell’efficacia della sentenza del Tar.

La questione era balzata agli onori della cronaca ad ottobre scorso quando il Tribunale Amministrativo Regionale, su ricorso del professor Massimo Federico, bocciò il ministero in merito alla nomina di Giampietro Gasparini quale direttore scientifico dell’Oncologico barese, annullandone il decreto di nomina. Alla base della decisione il punteggio “ottimo” assegnato a Gasparini dalla Commissione, inferiore a quello “eccellente” attribuito a Massimo Federico.

Il ministro Lorenzin aveva nominato Gasparini soprattutto in considerazione del suo “programma di sviluppo della ricerca”, il solo dei quattro criteri utili alla valutazione in cui Gasparini era stato superiore a Federico. In sostanza, il Consiglio di Stato ha ribadito che per quel solo criterio a suo favore non poteva essere alla base della nomina di Gasparini.

Dopo aver appreso della sentenza, Gasparini ha inviato una lettera al direttore generale dell’oncologico di Bari Vito Antonio Delvino, dimettendosi e dichiarando concluso il proprio rapporto con l’Istituto.

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