Bari, via Crisanzio alle 21.20, ora di coprifuoco. Non è così facile imbattersi in un’auto delle Forze dell’Ordine. Il titolare del negozio è insieme al figlio, mentre sua moglie è sul  marciapiede, diretta verso casa insieme a Spank, il barboncino bianco ritratto nella fotografia. L’animale è circa un metro davanti a lei.

Gli esercenti, preoccupati dalle rapine e dai furti compiuti di recente al Libertà, pensano che i due uomini in avvicinamento, vestiti normalmente e col berretto di lana in testa, siano due malvinenti. Quando ormai sono faccia a faccia si scopre che si tratta di agenti della Polizia Locale in borghese.

“Ci hanno chiesto il microchip”, racconta il regolare priprietario di Spank. Dal microchip al “Siete in contravvenzione perché il cane non ha museruola e guinzaglio” il passo è brevissimo: 50 euro di multa. Non è la prima volta che Spank è oggetto di controlli, qualche tempo fa il suo padrone era stato fermato alle cinque del mattino e anche allora fu invitato a favorire il libretto e microchip.

L’episodio stride e non poco con quanto sta succedendo al quartiere Libertà e sulla percezione di sicurezza e uguaglianza di trattamento che i residenti percepiscono. Su una faccia della medaglia c’è Spank il barboncino, sull’altra, invece, c’è il faccione di Marilyn, il pitbull che imperversa solitario nel quartiere, defecando e urinando dove gli pare, senza museruola, guinzaglio e alcune volte anche senza collare.

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