«Sono state postate sul mio profilo false dichiarazioni su un episodio di cui mi vergogno e di cui  mi sono immediatamente pentito. Io di quello che è accaduto a scuola mi posso solo scusare nei confronti della docente e della scuola». Firmato, il bullo della scuola Perotti, quello che qualche giorno fa ha dato un calcio sul braccio a una docente provocandone la caduta per le scale, costringendola a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso e a 15 giorni di malattia, giusto per capirci.

Dunque, il caso del “bullo del Perotti” non si placa. Il ragazzo ammette finalmente la sua colpa e chiede scusa. Appare quanto meno singolare, però, che le scuse arrivino a tanti giorni di distanza dal gravissimo evento, dopo tutte le polemiche che ci sono state e dopo il consiglio di classe straordinario che ha deciso per lui 5 giorni di sospensione, decisione che ha gettato altra benzina sul fuoco per la punizione giudicata da molti, professori inclusi, troppo leggera.

Ma il bullo va oltre, lanciando accuse verso ignoti e parlando di false dichiarazioni pubblicate non si sa bene da chi sul profilo facebook dello studente. Non è ben chiaro a quale profilo si riferisca il ragazzo, dato che, oltre a quello intestato al suo vero nome, fino a pochi giorni fa ne gestiva anche un altro con uno pseudonimo, quello dal quale si è vantato di aver “fatto un regalo” ai suoi compagni per le due settimane di assenza della professoressa volata per le scale della scuola, profilo bloccato e chiuso subito dopo il messaggio provocatorio.

Intanto, mentre nell’istituto si svolgono gli open day per le famiglie degli alunni di terza media potenzialmente interessati a iscriversi all’istituto il prossimo anno, sulla pagina Facebook della scuola è comparso un post datato 11 febbraio: «Noi alunni dell’I.P.S.S.A.R “A. Perotti” siamo disgustati dagli attacchi che in questi giorni sono stati mossi alla nostra scuola, denigrando l’impegno e il lavoro che tutti noi, i nostri docenti, la nostra Preside svolgono ogni giorno».

«Il nostro compagno si è immediatamente pentito – prosegue il messaggio – e i post strumentalizzati sul suo profilo sono falsi! Questo ha fatto si che si prendessero i giusti provvedimenti, malgrado l’alunno sia ufficialmente ritirato dal nostro Istituto. Quello che è successo è stato manipolato da alcuni giornalisti “così troppo interessati alla vita del nostro istituto minuto per minuto”, continuando a postare notizie stravolte, per trasformale in IMMONDIZIA» Il testo riporta la firma dei Rappresentanti d’Istituto.

Quanto alla sospensione del ragazzo, provvedimento che ha fatto discutere animatamente in rete, un ex preside ha così commentato: «Ci sono lesioni riportate dalla docente. La dirigente dovrebbe sporgere denuncia all’autorità di polizia indipendentemente dalla denuncia della docente interessata. Nella circostanza la docente era un pubblico ufficiale nell’esercizio della sue funzione. Cinque giorni di sospensione sono un provvedimento ridicolo, da gente incapace».

Preso atto che qualcuno ha hackerato il profilo del bullo pentito, che comunque ha lasciato la scuola, preso atto che siamo colpevoli di scrivere notizie immondizia, nessuno ha smentito il calcio alla docente, il lancio del telefono, la caduta dalle scale, la convalescenza, l’altra professoressa colpita dalla pallonata, la sua convalescenza.

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