Il preside minimizza, come nel caso del bambino trovato con la pistola in classe o negli altri gravi episodi che si tenta di tenere nascosti. Meglio evitare denunce e quindi si concilia, ma poi si continua con metodi educativi giudicati di dubbia efficacia e pertinenza, come quello dell’educatrice che punisce il bambino problematico mangiando la sua merendina e per questo viene presa a sberle dalla mamma dell’alunno.

Dopo l’uscita del nostro articolo siamo stati contattati da alcuni genitori e insegnanti della scuola Don Bosco, al quartiere Libertà. L’insoddisfazione è tanta. Da un lato i docenti non si sentono abbastanza tutelati dai comportamenti di certi genitori; dall’altro le mamme non ci stanno a passare sempre come direttamente o indirettamente affiliate alla malavita del quartiere. “I bambini non si toccano, ma non si devono neppure violentare psicologicamente, soprattutto se si tratta di alunni con problemi, tanto da meritare un educatore”, raccontano al telefono alcuni genitori.

Sia chiaro, nessuno giustifica la reazione violenta della mamma, ma pare proprio che la situazione a scuola sia particolarmente tesa. Si scopre che alcuni giorni fa, un’altra mamma era stata chiamata prima della fine dell’orario scolastico perché suo figlio, poi portato al pronto soccorso, avesse avuto uno schiaffone dell’insegnante, forte al punto da lasciargli un segno evidente. In quel caso, secondo il racconto che ci viene fornito, intervenne la Polizia.

“Affidiamo i nostri figli per cinque o sei ore agli insegnanti e alla Scuola – tuona un papà – vorremmo che la scuola sia una loro seconda casa, non un posto in cui dover stare sempre in guardia”. Nessuna generalizzazione, ma evidentemente la situazione è fuori controllo. “A casa mia nei bagni esiste la carta igienica – continua il genitore – a scuola manca se non la portiamo noi. Le condizioni igieniche lasciano a desiderare e i bagni non vengono vigilati. Abbiamo segnalato più volte al preside queste situazioni, ma a parte qualche rimprovero agli interessati la condizione generale non cambia. Meritiamo rispetto, non ci stiamo più a passare per il quartiere difficile, una specie di Bronx in cui ci si possa aspettare qualsiasi cosa”.

Alcuni genitori sono esasperati, tanto da voler intraprendere iniziative clamorose, che per il momento non annunciano ufficialmente. Dal canto nostro, comprendiamo le ragioni di tutti, ma qualcosa bisognerà pur fare per evitare altri episodi spiacevoli, reazioni violente e generalizzazioni che non fanno bene a nessuno.

 

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