Virgilio Di Venere
Gianfranco Virgilio durante l'intervista

La storia della fuga di un paziente infartuato dall’ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti all’ospedale Di Venere di Bari, ha fatto il giro della rete. Ha indignato i cittadini, ma offeso anche tanti medici dei due ospedali. Gianfranco Virgilio, sindacalista Usppi e operatore socio sanitario dell’ospedale della Murgia, ad Altamura, torna su quell’intervista, così come hanno fatto con puntuali precisazioni anche l’ospedale Miulli con questo comunicato.

Al contrario di quanto dichiarato ai nostri microfoni Virgilio, stanco dell’attesa ritenuta a suo modo inopportuna, ha deciso di firmare le dimissioni, nonostante al Miulli avessero consigliato il ricovero, per sottoporlo all’angioplastica, esattamente come hanno poi fatto due giorni dopo all’ospedale Di Venere. La verità, è che se Virgilio non fosse stato Virgilio, fonte affidabile, sindacalista e frequentatore di ospedali, saremmo stati più cocciuti nel ricercare la versione del Miulli.

Il paziente, dunque, è stato trattato con la massima dedizione riservata a chiunque. Alla luce dei fatti non ci sarebbe stato bisogno di chiamare l’amico medico. Questa è come la storia dell’attesa delle ambulanze del 118, che pur essendo di pochi minuti pare sempre lunghissima tanto da farci esclamare: “Sono arrivati dopo mezzora”. L’ansia, la tensione, l’idea di poter aver qualcosa di più grave di ciò che si ha ti fa prendere delle cantonate. A questo servono i medici, a valutare il rischio percepito da quello reale.

Il paziente chiede scusa per le imprecisioni del suo racconto, per aver fornito indicazioni erronee, almeno quanto i medici coinvolti pretendono una riabilitazione. Il nostro dovere è dargliela. Certo, ci chiediamo come possa aver fatto un medico a consigliare all’amico di firmare le dimissioni, rischiando il trasferimento con un mezzo proprio da un ospedale all’altro. Non avrà avuto due infarti come detto, ma comunque si trattava di una condizione delicata. Per estrema chiarezza di seguito le precisazioni del Miulli, confermate anche dalla Cardiologia del Di Venere.

OSPEDALE MIULLI – Nel rispetto massimo del paziente, l’Ospedale Miulli ha provveduto a una ricognizione immediata dei fatti riportati in cronaca odierna con il personale interessato. Ci preme pertanto puntualizzare, precisare e riportare l’esatta cronistoria desumibile dai documenti sanitari che sin d’ora mettiamo a disposizione di qualunque tipo di accertamento medico-legale.

Diario del 29 ottobre 2016
Ore 16,21: arrivo del paziente e accettazione triage.
Ore 16,57: esame elettrocardiogramma che non mostra segni di infarto.
Ore 17,08: ingresso in ambulatorio e prelievi ematici per enzimi cardiaci.
Ore 17,17: il laboratorio di analisi accetta prelievo.
Ore 17,21: il laboratorio di analisi procede alla lavorazione degli esami richiesti.
Ore 17,51: rivalutata la pressione arteriosa e somministrata mezza fiala di Catapresan.
Ore 18,00: risultati esami ematici visibili in rete intranet dell’Ospedale.
Ore 18,00: inizio esecuzione di ecocardiogramma con visita cardiologica.
Ore 18,45: rilascio analisi da laboratorio validate dall’analista.
Attorno alle ore 19,00 il paziente mette in contatto un suo amico cardiologo col cardiologo di turno dell’ospedale Miulli. Quest’ultimo riferisce della necessità di ricoverare il paziente in UTIC. Ore 19,13: il paziente firma il rifiuto del ricovero ed esce dall’Ospedale.

Le cronache riportano invece notizie e dati inesatti. Dobbiamo purtroppo constatare che gli interventi amicali – che in alcune circostanze sembrano essere utili e risolutivi – a ben leggere si possono rivelare alquanto dannosi, se non addirittura fatali. Secondo i canoni della medicina di urgenza ed emergenza, oggetto di tante campagne informative sul dolore toracico, era infatti indispensabile chiamare il 118 e occorreva necessariamente rimanere in un luogo protetto senza affrontare un altro trasferimento. L’Ospedale, difronte a notizie inesatte, parziali e al limite della calunnia, si riserva di tutelare la reputazione e l’immagine della struttura e dei propri professionisti in tutte le sedi.

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