La Capitaneria di Porto, questa mattina, ha provveduto alla rimozione dei sigilli dall’area di 365 metri quadri, posta sotto sequestro lo scorso mercoledì, per un presunto caso di abusivismo.

Secondo la Capitaneria, il massetto di cemento che sorreggeva 60 basi per ombrelloni nell’area è una costruzione abusiva, non facente parte del capitolato della concessione balneare. Secondo la Splendor, invece, società titolare del lido, quell’opera è frutto di un accordo verbale con il Comune di Bari, in virtù della circostanza per cui, vista la particolare conformazione del suolo, non è possibile disporre gli ombrelloni come da capitolato.

Il grottesco della vicenda sta nella sua soluzione: per regolarizzare la cosa, la splendor ha dovuto pagare un canone di poco più di 32 euro, somma che non sapeva di dover pagare e che nessuno, prima del sequestro dell’area aveva detto di dover pagare. Insomma, una settimana di lavoro perso e di incassi sfumati a fronte del pagamento di 32 euro.

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