“Viaggio spesso con il traghetto, ma quanto successo la notte tra sabato e domenica non è accettabile neppure in un paese sottosviluppato. Lasciarci buttati in una stazione marittima senza servizi, desolata, è una vergogna per tutta la città, non solo per il porto di Bari. Comprendo fino in fondo le ragioni del crollo dei passeggeri in transito. Siete mai stai nel porto di Durazzo? “.

Nicola ha 50 anni, è uno dei passeggeri rimasti bloccati tutta la notte all’interno della stazione marittima “San Vito”, quella dei traghetti. Nave Bari, della Ventouris Ferries arriva all’imboccatura del porto intorno alle 21.45. Il mare è grosso e senza rimorchiatori non si può attraccare in banchina. Troppo rischioso. A quel’ora, però, i “Rimorchiatori Napoletani”, da anni detentori del monopolio assoluto delle operazioni, non lavorano.

Un’ordinanza della Capitaneria e dell’Autorità Portuale barese stabilisce che si proceda a rimorchiare le navi in banchina non oltre le ore 21. Risultato? Le centinaia di passeggeri a bordo del traghetto hanno passato in rada tutta la notte in balia delle onde, quelli che avrebbero dovuto imbarcarsi quella sera, invece, sono rimasti a bivaccare all’interno della degradata stazione marittima, in balia del vento e senza servizi. Il traghetto è stato condotto in porto alle 8 di domenica mattina ed è stato fatto ripartire alle 11.

Siamo alla frutta. Compagnie e agenti marittimi adesso sono stufi e stanno per mettere nero su bianco tutta la propria rabbia. In questi dieci anni di governo Mariani, all’interno del porto di Bari, l’azienda napoletana che si occupa di rimorchiare le navi quando il mare è grosso, ha potuto consolidare uno spaventoso monopolio. Gli operatori marittimi hanno sempre storto il naso. Non ci stavano a pagare sempre la stessa azienda di rimorchiatori, come se in Italia non ne esistessero altre.

Ora, però, non sono più disposti a soprassedere sui disagi che compromettono la propria immagine agli occhi dei passeggeri. Prima dell’ordinanza l’azienda, a fronte di una disponibilità 24 ore su 24, chiedeva il pagamento di una certa cifra fissa giornaliera, anche in assenza di interventi. Nonostante le lamentele, neppure troppo velate, però, Capitaneria e Autorità Portuale non hanno voluto aprire ad altre compagnie.

Mai come in questo momento la scelta del professionista chiamato a guidare il Porto deve essere fatta per competenza e non per appartenenza alle solite lobby. I problemi da risolvere per evitare il baratro sono tanti, forse troppi. La politica faccia un esame di coscienza e conceda a Bari un’occasione di rilancio. In caso contrario si prepari a raccogliere i cocci del naufragio, ma senza poi versare lacrime di coccodrillo.

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