foto di archivio

Arianna Acrivoulis, 38enne residente a Bitritto, è deceduta lo scorso 10 giugno presso l’ospedale Florenzo Jaja di Conversano durante un intervento di fecondazione assistita. Secondo l’ipotesi della Procura di Bari il decesso sarebbe stato causato dalla decisione errata presa dal personale medico di continuare l’operazione nonostante subito dopo l’anestesia la paziente “avesse accusato manifestazioni allergiche consistenti in una brusca caduta della pressione arteriosa, con bradicardia e difficoltà respiratorie”.

Le imputazioni sono state formulate nei confronti di due medici, un ginecologo e un anestesista del centro di fecondazione assistita di Conversano.

Dalle indagini basate sulla documentazione clinica acquisita e sulla consulenza medico-legale risulterebbe che i due medici avrebbero “omesso di disporre la necessaria valutazione cardiologica prima dell’esecuzione dell’intervento” pur consci di avere a che fare con una paziente affetta da obesità, diabete e lieve insufficienza mitralica. Di fatto, la sua morte sarebbe dipesa da una diagnosi sbagliata.

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