I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria – Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata di Bari hanno eseguito a Santeramo in Colle il sequestro del patrimonio riconducibile al malavitoso Nicola Natale. Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Bari – III Sezione Penale in funzione di Tribunale della Prevenzione, su proposta del Procuratore della Repubblica di Bari. In particolare, si tratta di una società che gestisce una catena di “compro oro”, di un’autovettura di grossa cilindrata e di quattro immobili tra cui una villa di pregio con giardino e dependance, del valore complessivo stimato di circa 2 milioni di euro. I beni sottoposti a sequestro anticipato verranno dunque confiscati se la parte non sarà stata in grado di dimostrarne la provenienza lecita.

Nicola Natale, classe 1984, vanta fin dal 2003 diversi precedenti penali e di polizia per i reati di furto, truffa, spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione. In particolare, nel novembre 2010, è stato tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare per il reato di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti ex art. 73 D.P.R. 309/90, nell’ambito della nota operazione “Hinterland”, volta a sgominare un’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti e operante nei paesi della provincia di Bari. I soggetti coinvolti risultavano allora collegati ai clan Stramaglia e Di Cosola. Tale procedimento si è concluso, per Natale, con una sentenza definitiva di condanna per spaccio, emessa dal Tribunale di Bari nel novembre 2012, nella quale si dà atto del carattere continuativo dell’attività illecita del pregiudicato santermano.

Le indagini eseguite dalle Fiamme Gialle, che sono consistite nella valorizzazione in chiave patrimoniale degli elementi acquisiti nelle indagini penali, nonché nell’esame, nel confronto e nell’intreccio di informazioni estratte dalle diverse banche dati in uso alla Guardia di Finanza (es. Anagrafe Tributaria, Anagrafe dei rapporti finanziari e applicativo Molecola dello S.C.I.C.O.), hanno permesso di verificare l’assoluta sproporzione tra i beni nella disponibilità del pregiudicato e la sua capacità economica.

Riguardo alle strategie di contrasto alla criminalità organizzata, da tempo si è evidenziata l’importanza dello strumento delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, capaci di limitare gli spostamenti dei malavitosi sul territorio e soprattutto, sul piano patrimoniale, di incidere sulla loro ricchezza nonché di determinare una perdita di immagine e di prestigio agli occhi dei loro sodali. Obiettivo strategico di primaria importanza è, infatti, quello del contrasto alle proiezioni economiche della criminalità, mediante l’aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie riferibili direttamente o indirettamente alle organizzazioni delinquenziali.

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